Indie 22 Settembre 2004

The Libertines

Sembra un disco fatto su misura, con qualche canzone fischiettabile, ma nel contempo alquanto piatto e semplice e di sicuro non ha la freschezza di “Up The Bracket”.

Dico subito che quest’album mi ha deluso, forse mi sono fatto ingannare dalle affermazioni del loro produttore Mick Jones, il quale anticipava il lavoro dicendo che sarebbero stati i Clash dell’attuale generazione. Sembra un disco fatto su misura, con qualche canzone fischiettabile, ma nel contempo alquanto piatto e semplice. Non ha la freschezza di “Up The Bracket”, arrivando ad essere addirittura monotono o confuso in certe canzoni. È un peccato, perchè si trovano degli spunti belli, potrebbero sicuramente creare qualcosa di più corposo, magari puntando alla velocità e al rock and roll, come in “The Saga”, anche se se la cavano bene pure nell’ acustico, con la canzone “Music When The Lights Go Out”: melodica e arricchita con qualche giro di chitarra elettrica. La sperimentale “Don’t Be Shy” è interessante, ma di completamente salvabile ho trovato solo “Road To Ruin”, un brano completo in tutti i sensi, dalle tonalità blues stravagante con l’aggiunta di una tastiera. Complessivamente è un album orecchiabile, con qualche traccia interessante, ma può facilmente diventare noioso. Lo consiglio agli amanti dell’attuale movimento “vintage”, lo sconsiglio a coloro che pretendono qualcosa di interessante da un nuovo cd, anche fra i sopraccitati. Può darsi che i problemi all’interno della band abbiamo influito sul risultato finale, speriamo che si riprendano e che continuino da dove sono arrivati con il primo album. Comunque, per tornare al confronto con i Clash, questi ultimi hanno rivoluzionato una fetta di storia della musica, creando musica mai sentita prima, non credo si possa dire lo stesso dei Libertines….