Indie 26 Giugno 2008

A Virtual Landslide

Lui vive e lavora a Chatham, la stessa città di Billy Childish, che ne ha scoperto il talento e le doti prima di farlo entrare a far parte nella sua stessa scuderia. Fortemente consigliato l’ascolto e un subitaneo acquisto

Un disco davvero fresco e godibile che proviene da un nome nuovo della scena indie britannica, quello di Pete Molinari, un giovane inglese di soli ventidue anni, che può vantare un mix di origini egiziane, maltesi ed italiane! In realtà lui vive e lavora a Chatham, la stessa città di Billy Childish, che infatti ne ha scoperto il talento e le doti, prima di farlo entrare a far parte nella sua stessa scuderia. Le canzoni di questo “A Virtual Landslide” sono incredibilmente fuori moda, si perdono lontano nel tempo, ma risulteranno ugualmente particolari ed affascinanti a quanti avranno la fortuna di ascoltare l’album. Prima di tutto la voce di Pete, davvero incredibile, un falsetto d’altri tempi, che rende il suo repertorio ancora più originale e sognante. Su “One Stolen Moment” sembra imitare il tono delle ballate care al primo Bob Dylan, mentre su “Oh So Lonesome For You” ci restituisce gli echi di vecchi brani di rock and roll della fine degli anni Cinquanta. Insomma, un disco di difficile definizione forse, ma molto evocativo e ben fatto, con quell’armonica a bocca che si sovrappone alla chitarra acustica e alla voce in un background che ha il sapore del country & western, ma che sa anche essere nuovo e incredibilmente moderno! Lui Pete Molinari è davvero un puro, che è ancora capace di dare forma ai suoi sogni e che assoggetta piacevolmente la musica ai suoi pensieri, semplici e forti. “I Don’t Like The Man I Am”, “Look What I Made Out Of My Head” e la bellissima “Lest We Forget” che chiude l’album sono dei piccoli capolavori, roba rara, di pregio, capace ancora di farci provare squisite emozioni. Fortemente consigliato l’ascolto e un subitaneo acquisto. Anche perché uno come Billy Childish è una garanzia, lui non dà fregature!