After The Exhibition
Un album che va gustato tutto d'un fiato, tutto intero. Dopo molti anni il Jazz-Fusion può tornare ad indossare la lettera maiuscola: chapeaux.
Il Belgio sarà pure un piccolo Paese, ma a quanto pare è il luogo dove può nascere e crescere una jazz-prog band che porta in alto il vessillo del genere nella scena contemporanea. Nati come cover band di Zappa nel 2002 The Wrong Object vantano una formazione stellare e un album dopo cinque anni di silenzio da brividi.
Michel Delville è un chitarrista che sembra stato fatto con il marchio di fabbrica di quei chitarristi degli anni d’oro del rock: impressionante. I fiati in mano a Marti Meila e Françoise Lourtie non solo garantiscono alla band un posto sicuro nel cuore degli amanti del jazz, ma riescono anche a tenere vivo il lato rock e sperimentale dal retrogusto “Zappa” che insegue tutti i brani, senza mai farci pensare troppo al baffuto più amato della storia della musica.
Non riuscirei a parlare delle singole tracce perché sono perfettamente interconnesse a creare un album che va gustato tutto d’un fiato, tutto intero, ma sicuramente le tre tracce centrali Jungle Cow pt I, II e III fanno volare la band fuori dall’atmosfera: un leggero sottofondo psych e una batteria quella di Laurent Delchambre che fa correre il tempo, basso e tastiere (rispettivamente Pierre Mottet e Antoine Guenet nuovo acquisto della band) corposi e scorrevoli li fanno arrivare alla velocità della luce in questa spaziale giungla fuori orbita. Dopo molti anni il Jazz-Fusion può tornare ad indossare la lettera maiuscola: chapeaux.


