Metal 1 Novembre 2014

Awakening The Forest

Il disco ha tutti le caratteristiche del genere: chitarre belle pesanti, basso saturo, ritmica ossessiva e minutaggio importante delle composizioni, però manca ancora qualcosa che con le loro doti musicali sono in grado di fare.

Il doom è tornato di gran moda. Gli inglesi Alunah danno alle stampe, sotto Napalm Records, “Awakening The Forest” un LP che va a posizionarsi su uno scaffale quanto mai ricco ed inflazionato, quello del doom appunto.
Eravamo rimasti positivamente colpiti dal loro platter precedente: “White Hoaround”, tuttavia con questa release il combo anglosassone ha tentato di alzare l’asticella per raggiungere territori musicali e vette compositive superiori.
Ci sono riusciti? Sì e no, ai posteri l’ardua sentenza.
Sebbene anche “Awakening The Forest” sia un disco di livello molto alto per il genere, personalmente non ho riscontrato eclatanti migliorie o novità. Per alcuni potrebbe trattarsi di trademark, per me di occasione persa, perché, questo vorrei fosse chiaro, gli Alunah hanno talento da vendere, ma o non ne sono consapevoli o non riesco ad esprimere appieno il potenziale.
Il disco ha tutti le caratteristiche del genere: chitarre belle pesanti, basso saturo, ritmica ossessiva e minutaggio importante delle composizioni. Sophie Day, al microfono, anche questa volta è riuscita a catturare l’attenzione. Il sound, in fase di mixing, non è stato snaturato ed ha quel retrogusto gelido e ruvido che farà felici gli amanti del genere.
Insomma, tutto bene, però… manca ancora qualcosa e come si diceva a scuola «con queste doti si può fare molto di più».
Aspetto gli Alunah alla prossima prova con l’augurio di lasciarsi andare completamente al fine di regalarci un LP davvero speciale come sono in grado di fare.