Bleeding Miles
La band è consistente, il songwriting onesto e le dolci linee vocali si aprono con decisione vero una melodia che non infastidisce.
Prima prova ufficiale dei trevigiani Amantyde che danno alle stampe “Bleeding Miles”, sotto l’ala protettrice dell’etichetta Black Fading.
Il trio propone un alternative metal corposo, ricco di virate deftonsiane e voce femminile, Nicky, che fa di tutto per non far rimpiangere ruvide corde vocali maschili.
Dal punto di vista dell’innovazione non c’è molto da dire, tutto giace sotto il vecchio sole, ma la band è consistente, il songwriting onesto e le dolci linee vocali si aprono con decisione vero una melodia che non infastidisce.
Nicky sa gestire anche le sezioni più aggressive, forzando la gola nei pezzi più robusti dimostrazione di una certa versatilità che non guasta.
Alcune cose come “Never Enough” e la ballatona “What Else Is There” sono abbastanza prevedibili, soprattutto nella fastidiosa doppia cassa la prima e nella melodia ripetitiva e fiacca la seconda.
Buona l’apertura “Demonize Me” e non male “Into The Fire” che di primo acchito sembra ammiccare ai pezzi più arrabbiati degli Skunk Anansie, mi si perdoni l’accostamento forse troppo azzardato.
Su tutto svetta la voce di Nicky, ”Dust Childhood”, e i ritornelli di facile presa.
Un disco discreto che non deluderà i fan di Katatonia e Lacuna Coil ma con il tempo potrebbero fare molto di più e ottenere un pieno giudizio positivo.
Tracklist
01. Demonize Me
02. Aileene
03. Never Enough
04. What Else Is There
05. Into The Fire
06. Dust Chilhood
07. 40 Bleeding Miles Distant
08. My Cold Room
09. Neverdie (My Friend)
10. Nothing But The Rain


