Metal 3 Agosto 2020

Deus Ex Machina

Album d’esordio per gli Exess, una band svizzera che mescola in modo intelligente rock, metal e progressive nella sezione ritmica, per poi affidarsi ad una “vocalist” raffinata ed intelligente come Cèline Bart, capace di passare da timbriche tipicamente hard ad estensioni vocali più drammatiche, decisamente epiche, comunque molto raffinate.

Album d’esordio per gli Exess, una band svizzera che mescola in modo intelligente rock, metal e progressive nella sezione ritmica, per poi affidarsi ad una “vocalist” raffinata ed intelligente come Cèline Bart, capace di passare da timbriche tipicamente hard ad estensioni vocali più drammatiche, decisamente epiche, comunque molto raffinate.

Il disco si intitola “Deus Ex Machina” ed è un lavoro molto pulito e godibile. Non mancano i riferimenti agli anni Settanta, in particolare a band come Blue Oyster Cult e Marillion, per esempio. Da segnalare brani come “Not An Eternal Day” e “Find A Shelter” o due ballate davvero molto belle come “The Letter” e “Bittersweet Lullaby”. Il “guitar work” di Stéphane Froidevaux è dietro la riuscita di ogni singolo brano: il suo lavoro è ben sostenuto dal basso di David Pauli e dalla batteria di Alan Montanari.

Brani molto lunghi, dalle atmosfere drammatiche e molto profonde. Da segnalare la “cover” di “Sleeping Satellite” di Tasmin Archer.