Dissidenti senza paura
Maria Alekhina e Olga Borisova, due esponenti della band femminile russa Pussy Riot, sono state arrestate a Yakutsk, Siberia nordorientale, per “azione non autorizzata”. Le giovani ieri, 6 agosto, avevano inscenato una protesta a sostegno del regista ucraino Oleg Sentsov, condannato a venti di carcere – e detenuto in una struttura penale di Yakutsk – perché riconosciuto colpevole di aver pianificato atti terroristici in Crimea, la penisola sul mar Nero annessa dalla Russia nel 2014.
Maria Alyokhina e Olga Borisova, che hanno inscenato la loro protesta vicino al centro di detenzione numero uno in cui è detenuto Sentsov, sono state accusate di aver preso parte a una manifestazione non autorizzata. La bandiera portava la scritta «Free Sentsov», ha reso noto la stessa Alyokhina con un tweet.
«I casi di Oleg Sentsov e Aleksander Kolchenko (anche lui attivista originario della Crimea e condannato a dieci anni di carcere per terrorismo, che sconta la sua condanna a Kopeisk, negli Urali, ndr) sono i casi politici più importanti nella storia del nostro paese», ha spiegato Alyokhina al sito Mediazona fondato dall’esponente più in vista del gruppo, Nadezhda Tolokonnikova, condannata a sua volta, insieme a Alyokhina ed Ekaterina Samutsevich per la protesta anti Putin nella cattedrale di Mosca di Cristo il salvatore nel 2012.
Maria Aljokhina era stata condannata a due anni di carcere nel 2012 insieme a Nadja Tolokonnikova e a Ekaterina Samutsevich per essersi esibita dentro la Cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca. Era stata liberata nel dicembre 2013 in seguito a un’amnistia approvata dalla Duma. Il loro caso aveva sollevato dispute sulla libertà di parola e sull’influenza della Chiesa russa ortodossa nella Russia di Putin


