Electric Sweat
Li hanno definiti - e non a torto - i nuovi MC5, la “title track” è un biglietto da visita molto esplicativo e furente, ma anche il resto del disco ricalca le orme della storica band di Detroit
Li hanno definiti – e non a torto – i nuovi MC5, la “title track” è un biglietto da visita molto esplicativo e furente, ma anche il resto del disco ricalca le orme della storica band di Detroit,
a cominciare dal “riff” delle chitarre di “In A Young Man’s Mind”, davvero molto simile a
qualche vecchio brano dei Cinque della Motor City. “A Little Bit Of Love” e “It’s Not Easy”
sono due ballate psichedeliche molto “sixties” negli arrangiamenti e nella struttura melodica, “Natural Fact” è un “garage rock” che non avrebbe di certo sfigurato nella colonna sonora di
“Pulp Fiction”, sapientemente bluesate invece brani come “It’s Showtime” e “Electrocuted Blues”.
“I Woke Up This Morning”, urlata e possente, ricorda vagamente “Satisfaction” degli Stones, mentre “The Broken Heart” è una struggente “slow ballad”, da scoltare al buio, con le candele accese, in una serata di pioggia. Gli MC5 erano forse ancora più selvaggi e non sapevano proprio che farsene di accenni armoniosi ma, per quanto riguarda i brani più ritmati e dal bollente sapore elettrico, il paragone regge bene. Album più che dignitoso che non deluderà i veri appassionati di garage, di blues straniato e di psichedelia.


