Eva’s Milk
Nell' underground italiano è facile imbattersi in band o artisti che meriterebbero di occupare qualche gradino più in alto nella “scala sociale”. E’ il caso degli Eva's Milk che rivendicano con fierezza la loro appartenenza alla working class.
- Artista
- Eva’s Milk
- Etichetta
- Fuego Records
Nelle pieghe dell’underground italiano è facile imbattersi in band o artisti che meriterebbero di occupare qualche gradino più in alto nella “scala sociale”. Ma se a qualcuno importa di più, a qualcun altro non gliene frega niente e i complessi di inferiorità non sa neanche cosa siano. E’ il caso degli Eva’s Milk, che rivendicano con fierezza la loro appartenenza alla working class.
E a lavorare lavorano di brutto, questi tre novaresi, perché le 12 tracce del loro album omonimo trasudano alternative-rock ottenuto con olio di gomito. DIY. Da soli hanno condiviso il palco in passato con gente del calibro di Therapy?, Casino Royale, Giorgio Canali e Verdena (di cui l’influenza su di loro è palese). E sempre da soli se ne sono andati in Germania a registrare i primi due dischi del loro repertorio per un’etichetta di Brema. Chissà se conoscono la favola dei musicanti.
Sicuramente conoscono Morricone, il post-rock, i Nirvana, i Mission Of Burma, il noise e tutte le derivazioni “neilyoungiane” dai ’70 in poi. E sicuramente conoscono il modo di mettere insieme tutta questa roba senza risultare indigesti. E poi, parole loro, odiano i Rockets: non poteva essere altrimenti.


