Indie 8 Gennaio 2009

Fire On Corridor X

Questo potente trio ha tutte le carte in regola per un ingresso prepotente nella hall of fame. Ne risentiremo parlare presto.

Se non fossi a conoscenza della loro provenienza potrei collocarli tranquillamente in piena Inghilterra, decade nineties. Invece gli All The Saints provengono dal sud degli States trascinandosi dietro una ventata elettrica da urlo.
I primi due brani, “Shadow Shadow” e “Sheffield”, sono linfa vitale per chi cerca nuovi varchi psichedelici, sporcati e irrobustiti da riff hard e basso distorto. Sicuramente molti di voi non li hanno mai dimenticati, quindi vi farà piacere sapere che “Fire On Corridor X” è la prosecuzione del discorso portato avanti dai God Machine, interrotto prematuramente dopo la morte del loro bassista.
Il maestoso andamento di “Hornett”esplode d’un tratto trascinando nell’estasi di un regno popolato da note policromatiche. Atmosfere alla Motorpsycho e Mogwai riecheggiano in lontananza. L’impasto sonoro risente di influenze wave e, per certi versi, il gruppo può ricordare l’acida melodia dei primi “deviati” Pink Floyd, “Leeds”.
Capace di coinvolgere, ammaliando attraverso il loro caleidoscopico songwriting, questo potente trio ha tutte le carte in regola per un ingresso prepotente nella hall of fame. Ne risentiremo parlare presto.

Tracklist:
01. Shadow, Shadow
02. Sheffield
03. Farmacia
04. Regal Regalia
05. Hornett
06. Papering Fix
07. Leeds
08. Fire On Corridor X
09. Outs
10. Mil Mil