Rock 18 Luglio 2016

Funeral Jazz

Fiori neri, sangue, coltelli, revolver, puttane e tradimenti...Sono queste le immagini evocate nei sinistrissimi testi (in italiano) di un Vincenti che canta come se fosse posseduto. Ma la resa è perfetta.

Più che un funerale, il nuovo album dei romani MMM sembra celebrare una rinascita, quella del dark-jazz italiano, tra sapori “crime” e atmosfere notturne da noir anni ’40 degne del miglior Billy Wilder.
Ma non è una rinascita salutata con giubilo. ”Funeral Jazz” rende onore al suo nome presentandosi come un flusso indistinto di campane a morte, suoni metallici, schegge di elettronica che tranciano la notte dell’anima ed echi industrial che sarebbero il sottofondo ideale per una tortura a morte. Tanto che il primo brano si chiama 1000 Sigarette E Un Omicidio e si apre con un inquietante dialogo con una defunta.
Del resto, fin dal nome il progetto guidato da Adriano Vincenti – e completato da Pierluigi Ferro al sax e Lorenzo Macinati per la parte elettronica – si ispira all’immaginario gotico, essendo mutuato dal titolo di un racconto del maestro dell’horror Clive Barker (“The midnight meat train”).
Fiori neri, sangue, coltelli, revolver, puttane e tradimenti…Sono queste le immagini evocate nei sinistrissimi testi (in italiano) di un Vincenti che canta come se fosse posseduto. Ma la resa è perfetta. Se cercavate la colonna sonora per suicidarvi, eccovi serviti.