Music Affairs 20 Settembre 2008

Heads On Fire

La band ama forzare la mano, incupire, fondere i suoi riff in una forgia ad altissima temperatura. Il viaggio sarà lungo e ricco di insidie

“Heads On Fire” è il debutto dei White Hills per l’etichetta inglese Rocket Recordings.
Le coordinate non si discostano poi molto da “Glitter Glamour Atrocity”, space-rock lisergico, compresso e tellurico.
Il duo iniziale, “Radiate” e “Ocean Of Sound”, mette tutte le carte in tavola.
Il viaggio sarà lungo e ricco di insidie.
La band ama forzare la mano, incupire, fondere i suoi riff in una forgia ad altissima temperatura
Wah-wah, distorsioni e mantrici grooves saranno la vostra cintura di sicurezza per questa cavalcata intergalattica.
“Vision of The Past Present And Future”, dieci minuti di puro delirio space si distende su un crescendo hawkwindiano, il trascinante basso-mammut in evidenza e la chitarra hendrixiana lanciata a folle velocità rendono il brano immenso.
In “Don’t Be Afraid”, pachidermico brano di venticinque minuti, sembra di sentire i sepolcrali riff di Tony Iommi diluiti con un intruglio lisergico ad alto potere psicotropo.
Poco più di quaranta minuti in sei takes micidiali.
“Ladies and gentlemen we’re floating in the space” direbbero gli Spiritualized.

Tracklist:
01. Radiate
02. Oceans Of Sound
03. Return Of Speed Toilet
04. Visions Of The Past, Present And Future
05. Don’t Be Afraid
06. Eternità