Editoriale 25 Febbraio 2014

Italians do it better

C’è un pezzo di Italia che se la spassa a Los Angeles, mentre noi qua ci rigiriamo le budella con San Remo e le staffette governative. Grazie alle potenti relazioni di quel Pascal Vicedomini, che ha imperversato per anni sugli schermi Rai come una specie di transgender tra il giornalista musicale e il paparazzo stile Via Veneto, un pezzo di bel paese è andato in scena a Los Angeles in occasione della cerimonia del Los Angeles Italia Film Fashion and Art Fest.

Ed ecco che su palco si presentano a ricevere l’ambito premio (?), dalle sapienti mani di Elisabetta Canalis, gli U2 e Al Pacino. Questa l’immagine, che arriva da oltreoceano, fa ancora una volta pensare al nostro ruolo nel mondo. Se non ci fossero i Sorrentino o i Tornatore di turno, che ad ogni giubileo hanno almeno la chance di varcare le porte di Hollywood dall’ingresso principale, ce la caviamo sempre con le veline e gli improvvisati di turno.
Beati loro, verrebbe da dire. Loro che sembrano vivere nella giusta dimensione di quel sogno italiano che, ahimè, è da tempo diventato un incubo in patria, ma mantiene sempre un inspiegabile fascino all’estero.

Nessuna nota di pessimismo, quanto piuttosto la consapevolezza della profonda voragine che si è ormai prodotta tra l’appeal che mantiene il nostro paese all’estero e la reale condizione in cui stiamo arrancando. Beati loro, verrebbe da dire e.. poveri noi.

(f.b.)