L/R
Un viaggio intenso, oscuro e pulsante che trasporta l'ascoltatore, brano dopo brano, in differenti scenari facenti parte di un unico paesaggio onirico alla scoperta del proprio inconscio.
Terzo lavoro per i marchigiani Lush Rimbaud, che tornano sulle scene dopo ben cinque anni. L’album, anticipato dal singolo ”Marmite”, segna una svolta nel sound della band chiamata alla prova del nove dopo le ottime recensioni di “The Sound Of The Vanishing Era” del 2010.
L’amosfera qui è meno rave-party rispetto ai precedenti lavori, più minimale, fluida, in parte cinematografica. La ricerca del suono si fa “retro-futurista” caratterizzata da una particolare attenzione alle frequenze basse. Cosa che si riverbera anche sui testi, ora più introspettivi, intimi ed onirici (le parole raccontano spesso i loro sogni), con influenze che vanno da Lynch a Bukowsky.
Un disco solido per i Lush Rimbaud, quindi, che danno prova della loro versatilità e maturità. Un viaggio intenso, oscuro e pulsante che trasporta l’ascoltatore, brano dopo brano, in differenti scenari facenti parte di un unico paesaggio onirico alla scoperta del proprio inconscio.


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