Indie 31 Luglio 2005

Le chitarre polverose e le malinconie latine dei Calexico

Passionali e caldi come un tramonto rosso in un deserto, oscuri e cinematici come un noir per spazi aperti, i Calexico, da quasi dieci anni, sono gli alfieri indiscussi del rock delle radici, fatto di chitarre polverose e malinconie latine. Il gruppo di Tucson nasce dai due terzi dei Giant Sand e nel 1996 dà alle stampe il primo disco, prima uscito come “Peel/Pulp” e accreditato agli Spoke e poi come “Spoke” e accreditato ai Calexico. Comunque sia: rock desertico, ballate dal feeling latino, percussioni asiatiche e violoncelli per un risultato estremamente folkloristico.
Il ’98 è invece l’anno di “The black light”, struggente capolavoro che sin dall’apertura si preannuncia come un film on the road da ascoltare a cuore aperto. Le ballate si fanno notturne e sussurrate, gli intermezzi strumentali s’impossessano della scena e tutto si fà più scuro.
“Hot rail” (2000) riporta il sole afoso del west (come della siesta) tra le corde della band, e le trombe s’innalzano festose sulle chitarre mariachi in corsa verso la frontiera. Si contrappongono strumentali di fisarmonica sul vuoto, lente densità jazz strappalacrime e momenti di quasi ambient. La sperimentazione prende piede più che in passato, e le orecchie ci guadagnano.
L’ultima uscita dei Calexico è “Feast of wire” (2003). Nell’album le atmosfere si fanno più fredde e gli arrangiamenti vogliono quasi destrutturare il lavoro svolto in passato. Ma le palpitazioni non mancano mai: “Black heart” è brividi…

RECENSIONI: Calexico – Feast Of Wire

LIBRI/DVD: Calexico – World Drifts In: Live At The Barbican DVD

CALEXICO live in ITALIA:

domenica 31 luglio a ROSETO DEGLI ABRUZZI @ SOUNDLABS FESTIVAL (con Les Fauves, Jennifer Gentle e Yuppie Flu) – Stadio “Fonte dell’ Olmo”;

martedì 2 agosto a ALBEROBELLO (BARI) @ EXPERIMENTA FESTIVAL