Indie 29 Ottobre 2002

Life On Other Planet

Un disco per tre quarti di grandi pretese ma che suona come un campanello di allarme per una band che sta decidendo cosa vuole fare da grande. Il tempo scorre veloce e nuove band con nuove idee stanno bussando alla porta del successo.

Dopo una pausa di tre anni dall’ultimo album e una serie di interminabili date live, I Supergrass hanno raccolto le forze per registrare il materiale scritto durante una sosta sulle coste francesi della costa azzurra. La scelta in effetti era o di continuare con il brit pop dei primi tre dischi già affermati, senza correre il minimo rischio e consolidando la propria posizione oppure di mettersi in discussione e rischiare qualcosa per realizzare il loro vero potenziale artistico. Sotto la guida di Tony Hoffer, già collaboratore di Beck e degli Air, hanno rispolverato l’anima delle chitarre rock’n’roll anni 70 e con l’aiuto del jaunty piano hanno creato 12 brani melodici che dimostrano quanto siano maturati e poco avvezzi alle mode del momento.
Il disco è puro divertimento trasformato in 40 minuti di rock’n’roll, forse in maniera un po’ esageratamente glam, già a partire dal titolo della prima canzone “Za”, come potevano essere glam i T-Rex o David Bowie ma the Gaz man gioca benissimo con la sua voce a metà tra Elvis e Marc Bolan passando da melodie folk come “Grace” a un pezzo in stile ska-rock come “Brecon Beacons” per continuare poi con il canto rauco e distorto di “Never Done Nothing Like That Before” che rivaluta gli Stranglers.
Il rock dei T-Rex riecheggia anche in “Funniest Thing” e la musica elettronica appare improvvisamente in “La song” e per non smentire il viaggio allucinante nella sperimentazione del “proviamoci che ci riusciamo” i Supergrass riescono a creare un ponte tra “Wish You Were Here” dei Pink Floyd e “Hello” dei Beloved, per non parlare del brano che chiude il Cd “Run” che sembra suonato dai Genesis che fanno una cover degli Wings.
Per concludere Life on other planets è un disco dove i Supergrass provano a ritrovare un impeto musicale fresco e a ristabilire la loro identità, quello che hanno prodotto è un qualcosa di vario e brillante che suona musicalmente estivo che però esce in pieno autunno ma che ha il pregio di allietarci nelle giornate uggiose.