Jazz 21 Giugno 2017

Loneliness Road

Le composizioni sono in gran parte solo strumentali e di rara bellezza impreziosite da tre fantastiche “slow ballads” cantate da Iggy Pop

Album di alternative jazz molto ben realizzato e davvero sorprendente. Si intitola Loneliness Road ed è il secondo lavoro di un trio guidato dal talentuoso pianista Jamie Saft (già collaboratore di John Zorn), che può contare sul prezioso apporto di Steve Swallow, al basso e di Bobby Previte, alla batteria.

Le composizioni sono in gran parte solo strumentali e di rara bellezza, come nel caso di Bookmaking e di Ten Nights. Ma il tessuto armonico dell’album lascia spazio a tre episodi memorabili come Don’t Lose Yourself, Loneliness Road e Everyday, tre fantastiche slow ballads cantate da Iggy Pop, sì proprio lui, l’Iguana degli Stooges che adesso, a 70 anni compiuti, si concede tranquillamente al jazz di qualità, in collaborazione con musicisti straordinari come quelli del Jamie Saft Trio.

Iggy si rivela sempre più a suo agio nel ruolo di crooner (peraltro già sperimentato in passato negli ultimi due album solo prima di Post Pop Depression) e l’ascolto delle tre canzoni costituisce il valore aggiunto di un disco che rimane comunque importante.

Un jazz sperimentale ma non troppo, che conserva il gusto per la melodia e che costruisce atmosfere musicali sapienti e moderne. Album affascinante, da ascoltare più volte e con grande attenzione