“Love” è un album che inneggia alla modernità, autentica testimonianza di un jazz palesemente anticonformista.
Grazie a una notevole elasticità mentale e a un’innata predilezione per la sperimentazione, l’audace batterista e compositore Francesco Cusa concepisce un disco, intitolato “Love”, assai sorprendente e ricco di brillanti idee compositive, ritmiche, sonore e stilistiche.
Flavio Zanuttini (tromba ed elettronica), Cristiano Arcelli (sax alto), Giulio Stermieri (organo hammond e synth) e Francesco Nurra (voce in Ending 2) sono i preziosi componenti della sua formazione.
Il leader autografa tutti i sette brani contenuti nel cd. In Escher aleggia un’atmosfera caliginosa. Arcelli sviluppa un eloquio solistico centellinato e persuasivo. L’incedere di Zanuttini è conciso e fortemente evocativo. Cusa tesse un drumming roccioso, altamente tensivo e adornato da travolgenti intrecci poliritmici. Intricate Corvai è una composizione in cui il trombettista e il sassofonista interagiscono concitatamente e spigliatamente, puntualmente aizzati dalla ritmica pirotecnica, variopinta ed energica di Francesco Cusa.
In Oslo In My Heart Stermieri costruisce un solo enigmatico ed estremamente essenziale. Cristiano Arcelli sfodera un fraseggio fluente e guizzante impetuosamente stimolato da Cusa, che produce un massiccio groove ricco di fulminei e fluidi rulli.
“Love” è un album che inneggia alla modernità, autentica testimonianza di un jazz palesemente anticonformista.


