Lunacy Box
Mettetevi in testa che il pop può benissimo incarnare il nutrito metallo pesante. Si, ma alla maniera dei Lunacy Box!
- Artista
- Lunacy Box
- Etichetta
- New Model Label
Pop?..”Si, ma alla maniera dei Lunacy Box”. Disincantati, caleidoscopici e floreali, non aspettatevi nulla di tutto ciò ma iniziate a mettervi in testa che il pop può benissimo incarnare stacchi di nutrito metallo pesante.
Quattro i Lunacy Box guidati dalla voce sensuale ed aggressiva di Ms Larsen, cresciuti a Bauhaus, Siouxsie and the Banshees, Joy Division e Nine Inch Nails e tutt’altro che incerti, lo urlano le prove di questo esordio, fatto di un paio di cover dei Filter e di una manciata di preziosi inediti, il tutto prodotto ed arrangiato dallo stesso chitarrista Cristiano Santini un tempo voce dei Disciplinatha.
Insieme pop e dark, sperimentali ma alla portata e dagli scritti potenti, quelli immersi si in chitarristi distorti e metallici che si rifanno ai repertori conosciuti ma sostenuti poi da selezioni sonore tutt’altro che confuse.
Ma l’arma segreta sta nel sapersi svelare lentamente, scelta che va a favore della curiosità quando è accostata ad accorgimenti e capacità strumentali. Per fare tutto questo i Lunacy Box hanno bisogno di trentanove minuti, di voci reiterate, accelerate in batteria, tastiere e synth dallo stampo monumentale.
E dire che ci riescono è sicuro, non hanno bisogno di sottotitoli tracce quali ”Love To Hate Me”,”Broken Dreams” e ”Hide”, buone anche la rivisitazione ai Filter e le cavalcate di ”Wrong Lane”, un pochino meno ”Save” e ”I Think I’m Done” ma insomma siamo a due su nove niente male direi!Bene, quindi preparatevi ed allacciate le cinture, escono dalle tenebre per capovolgere le regole ed portare con se la faccia più gotica del pop!


