Rock 5 Ottobre 2011

Magnet

C’è ancora qualcosa da mettere a fuoco, li attendiamo alla prova del full-lenght per un giudizio complessivo ma nel frattempo pollice in su per i Pulseve.

Il disco? S’intitola ”Magnet” ed è composto da quattro brani lunghi e cangianti.
La band? Sono i Pulseve, un duo formato da Diego Franchino alla batteria e Maurizio Veglio al basso.
Cosa suonano? Un intruglio progressivo in cui, anche se la batteria sembra condurre il gioco, vige un equilibrio perfetto che trova la sua stabilità al centro di questo formidabile e muscolare asse su cui s’imperniano le composizioni.
È roba scritta in modo matematico sfruttando la parte razionale del cervello e suonata con i tendini tirati fino allo spasmo. ”Kissing Like Piranas (Self Destruction Desire As Love)” rappresenta la quintessenza di questo lavoro. I ghirigori progressivi, i cambi della sezione ritmica e gli ingressi a gamba tesa del basso in ”Night Skydiving (Desire To Men Is Gravity To Earth)” ricordano Tool e King Crimson, periodo “The ConstruKction Of Light” tanto per intendersi.
Chiude l’intricata e psicotica ”Vulchaos (Chill Magma Before Use)”, brano fuoriuscito dagli incubi prodotti da queste due menti che amano intrecciarsi in incastri matematici dalle sonorità rocciose. Anche se c’è ancora qualcosa da mettere a fuoco eliminando le lungaggini, che sulla distanza fiaccano la capacità di penetrazione dei brani, si potrebbe ottenere una miscela ancora più fresca e propositiva.
Li attendiamo alla prova del full-lenght per un giudizio complessivo, nel frattempo pollice in su per i Pulseve.