Neverwhere
Le nuove leve sentono la necessità di mutare pelle, di portare un soffio nuovo in un ambiente ostico e spesso considerato chiuso al mondo esterno. Il collante di tutto questo è la meravigliosa tromba di Cantini
Copertina cartonata e grafica spartana per ”Neverwhere”, opera di Renato Cantini poli-strumentista toscano che dopo aver militato nei Soulclash, dà alla luce questo suo esordio. Uscito per la Even 8 Records, etichetta indipendente, “Neverwhere” viaggia su acque placide per ben nove rilassanti brani.
La capacità di variare registro, alternando arpeggi chitarristici nell’apripista ”Kill The Man With The Tie” agli ingressi della tromba di memoria milesiana, lascia emergere la capacità di far convivere vari strumenti, generi ed atmosfere apparentemente molto lontane. Sebbene si consideri il jazz come qualcosa di incontaminato, ma allo stesso tempo contaminante, l’utilizzo di nuove tecnologie per manipolare il suono, come loop, elettronica e campionature, oggi è diventato parte integrante questo mondo.
Le nuove leve sentono la necessità di mutare pelle, di portare un soffio nuovo in un ambiente ostico e spesso considerato chiuso al mondo esterno. Il collante di tutto questo è la meravigliosa tromba di Cantini, snella e sensuale, veloce e ammaliante come solo una donna di classe sa essere. ”Toys” ad esempio vanta atmosfere da nightclub che richiamano insistentemente Doo-Bop di Miles, le sue linee morde di basso disegnano una ballata elettronica, dalle atmosfere noir. “La Casa di Edward” è il manifesto del disco, una cavalcata di jazz elettronico i cui ingredienti base sono la drum machine e basso elettrico in mezzo ai quali la chitarra acustica s’infila con un ritardo calcolato di tre minuti. Cercate questo disco e fatelo vostro!


