Jazz 28 Agosto 2019

Night Windows

Nuovo album per questo jazzista calabrese di grande talento. Un disco che si ispira alle opere di Edward Hopper (noto artista statunitense del Novecento). Il sax di Alberto La Neve disegna orizzonti molto suggestivi all’interno di un album che risulta difficilmente catalogabile. A metà strada fra musica sperimentale e jazz, fra elettronica e musica d’ambiente il disco genera atmosfere rarefatte, molta introspezione e una rara capacità di scavare dentro se stessi attraverso la musica

Nuovo album per Alberto La Neve, jazzista calabrese di grande talento. Il disco si intitola Night Windows e si ispira alle opere di Edward Hopper, noto artista statunitense del Novecento. Il sax di Alberto La Neve disegna orizzonti molto suggestivi all’interno di un album che risulta difficilmente catalogabile.

A metà strada fra musica sperimentale e jazz, fra elettronica e musica d’ambiente, il disco è essenzialmente strumentale. Solo su “Room in Brooklyn” La Neve si avvale della collaborazione di una special guest come Fabiana Dota, alla voce. Brani come “Manhattan Bridge Loop”, “Automat” e “Night Windows” riproducono al meglio in musica quella sensazione di solitudine, di distacco, che Edward Hopper regalava ai suoi quadri. L’album è articolato in otto brani originali, in cui Alberto La Neve si alterna al sax soprano e al sax tenore.

Atmosfere rarefatte, molta introspezione e una rara capacità di scavare dentro se stessi attraverso la musica. Un disco molto particolare, da ascoltare senza fretta, per amanti del jazz. ma anche della musica sperimentale in genere