Jazz 7 Novembre 2023

Pianoid 2

Secondo capitolo della geniale sperimentazione musicale condotta da Édouard Ferlet, pianista jazz parigino di cinquantadue anni.

Secondo capitolo della geniale sperimentazione musicale condotta da Édouard Ferlet, pianista jazz parigino di cinquantadue anni. Il nuovo album si intitola “Pianoid 2” e costituisce il seguito ideale di quel “Pianoid”, pubblicato nel 2021 che ha avuto dei riscontri molto positivi.

Il progetto continua ad analizzare il rapporto fra l’uomo e la macchina ma, questa volta, l’azzardo consiste nel voler dimostrare la capacità musicale e poetica di movimenti automatizzati. Senza dover per forza ricorrere all’elettronica, Édouard Ferlet ha utilizzato il piano Yamaha Disklavier, uno strumento acustico, ma in grado di memorizzare e di riprodurre tutte le sfumature diverse di una “performance” musicale. L’autore immagina, compone e scrive, a suo modo crea una partitura musicale che poi la macchina assembla tenendo conto dell’eseguibilità tecnica di un pezzo. Si apre quindi un nuovo modo di confrontarsi con la composizione e i risultati – per quanto possa sembrare incredibile – sono a dir poco eccellenti.

Édouard Ferlet è stato influenzato in passato dalla musica jazz, in particolare dall’ascolto dei dischi di Keith Jarrett, di Chick Corea e di Wynton Marsalis, ma la sua formazione è anche classica (Johann Sebastian Bach su tutti) e non disdegna la musica d’ambiente (Brian Eno) e il minimalismo (Phip Glass). Stimolato anche dalle coreografie della danza, dalla letteratura e dalla poesia, Édouard Ferlet è ricorso alla improvvisazione per trasformare queste molteplici idee in musica: talvolta parte da un brano di repertorio classico molto conosciuto, ne cerca l’essenza e la sviluppa secondo linnee armoniche diverse, in oltre occasioni compone direttamente dal PC. Ferlet ama decodificare, adora sorprendere, e imposta il suo pianoforte in modo tale da produrre timbri differenti.

L’ascolto delle nuove tracce, per un totale di dodici, che comprende composizioni come “Reflex”, “Raining”, “Night Moves” e “Twisted Mind” (pezzi solo strumentali, ma molto suggestivi), vi darà la conferma del suo talento e dell’eccellente lavoro di sintesi di cui è protagonista con le sue creazioni musicali. Da seguire.
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