Ragazze Forty
Un album bellissimo: intenso, curato, vario nelle espressioni ed omogeneo allo stesso tempo nel raccontare il percorso artistico e di vita di questa grande musicista.
Ho un’illuminazione ascoltando questo disco e precisamente quando Marco entra a casa mia mentre il pc suona le note di I Cray e si mette a ballare sulla porta: non ho mai visto ballare Marco in questi quasi 25 anni che ci conosciamo.
Dev’essere un album che ha la musica e il ritmo nel sangue e che riesce a trasmetterlo con estrema naturalezza, penso subito, ed effettivamente sarà così.
Grazia Negro è una musicista di Lecce dal curriculum lungo come un’enciclopedia che spazia da collaborazioni discografiche, teatrali, arte di strada e gruppi musicali e finalmente a quarant’anni esce con il suo primo disco: ”Ragazze Forty”, appunto.
Un disco che di maturo non ha solo l’esperienza e l’anagrafe dell’artista, ma che riesce a far arrivare questo concetto con la grazia musicale e la poesia che lungo tutto l’album si può respirare.
Dalle travolgenti I Cray a Mi Viene Un Brivido, alle più morbide L’Astronave e Il Sogno Di Volare (con Mauro Ermanno Giovanardi), al groove di Sola è La Terra (con Primo dei Cor Veleno) il tutto coadiuvato dalla produzione artistica di Roy Paci, e ho detto tutto!
L’album è un continuo delle tantissime influenze musicali che hanno accompagnato Grazia Negro nella sua carriera artistica: dalla musica popolare, al jazz, al pop, al reggae, allo ska, al rock e probabilmente un’altra decina di generi che uno bravo potrebbe individuare ma che per come sono così ben amalgamati e mescolati fra di loro alla fine rientrano semplicemente nel macro genere della buona musica.
Il tutto mentre si racconta la vita di queste ragazze forty, fra sogni speranze difficoltà e delusioni, in italiano ma passando per inglese, spagnolo, portoghese e dialetto salentino.
Un album bellissimo: intenso, curato, vario nelle espressioni ed omogeneo allo stesso tempo nel raccontare il percorso artistico e di vita di questa grande musicista.


