She Owl
Il disco della Moletta è un carillon che anche se gira attorno ad elementi non così vari ti attrae e non puoi far nulla se non abbandonarti alle oniriche visioni notturne tradotte in musica dai She Owl.
Il potere evocativo della voce di Jolanda Moletta è immenso. Sulla falsariga di Bat For Lashes e la PJ Harvey di “Let England Shake”, le linee melodiche su cui il progetto She Owl costruisce i dieci episodi dell’omonimo album sono accattivanti e irresistibili. Il timbro invece ricorda a tratti Patti Smith spogliata della ruvida patina rock.
Homewoods è struggente, un brano in cui il riverbero del pianoforte lotta con una voce secca e roca, un inizio intimista e freddo allo stesso tempo. La title-track riprende quanto ascoltato nel pezzo d’apertura e fa leva sui crescendo musicali ed un pianoforte sincopato. Il folk lascia lo spazio al ritmo e così Over The Bones potrebbe essere un perfetto brano dance se riarrangiato. Tasti neri e bianchi sempre in primo piano ma il tiro è decisamente una spanna sopra tutto il resto, ottimo singolo per essere ancora più chiari. Altra prova cristallina è Behind The Stars, piccola perla sussurrata a mo’ di cantilena.
Il disco della Moletta è un carillon che anche se gira attorno ad elementi non così vari ti attrae e non puoi far nulla se non abbandonarti alle oniriche visioni notturne tradotte in musica dai She Owl.


