Spoon and Rafter
Chi non conoscesse i Mojave 3, sappia solo che si è perso una delle migliori band di dream-pop degli ultimi anni
Chi non conoscesse i Mojave 3, sappia solo che si è perso una delle migliori band di dream-pop degli ultimi anni; non fosse altro che il loro quarto album “Spoon & Rafter” è in generale una delle migliori sorprese in ambito pop del 2003; affinato lo stile e aumentata la classe, i Mojave 3 si lanciano in 10 composizioni certamente ambiziose che riprendono le strade battute coi precedenti “Ask me tomorrow” e “Out of tune”, proponendo così una musica che si conosce già grazie a gente come Cowboy Junkies o Flaming Lips. Partendo dalla stupenda “Bluebird of happiness” – semplicemente il brano migliore del disco, che si divincola per 9 minuti tra atmosfere che potrebbero ricordare i Sigur Ros di “Agaetis Byrjun” o i L’Altra – alla finale “Between the bars”, il disco è un crescendo di emozioni e sensazioni forti; le voci che sussurrano tra tastiere e percussioni, chitarre arpeggiate e mai rumorose… insomma, i suoni di questo “Spoon & Rafter” sembrano fatti apposta per rendere lieto l’ascolto di un’opera volutamente tranquilla e concettuale, predispondendo a una certa visione delle cose un po’ bucolica e certamente sublime, con suoni che portano alla catarsi e accolgono la mente in quella comoda placenta di aurea solitudine che rende un disco qualcosa di magico e assolutamente indistinguibile. A chi dice che non esiste più il pop di una volta capace di emozionare come un tempo, questo disco è quindi un’ottima risposta in quanto difficilmente lascerà impassibile chi lo ascolta; dedicato a chi ama i Mercury Rev e i Flaming Lips.


