Jazz 11 Luglio 2019

Unusual

Ogni brano di questo album d’esordio della talentuosa vocalist napoletana, ha una storia diversa: si passa da influenze soul a citazioni blues con grande disinvoltura, unico filo conduttore rimane la voce calda della Petraglia, che è stata accompagnata sul disco da musicisti che sono sulla sua stessa lunghezza d’onda e che rispondono ai nomi di: Andrea Rea, al piano, Francesco Puglisi, al contrabbasso, Adam Pache, alla batteria, Pietro Condorelli, alla chitarra e Giovanni Amato, alla tromba. Da ascoltare, con gusto e attenzione

Album d’esordio per Marisa Petraglia, talentuosa vocalist napoletana, che si misura con brani di ambientazione jazz. Il disco si intitola Unusual e mette insieme cover davvero importanti e brani originali. Si va da “Mean To Me” di Fred Emil Ahlert a “The Blues Walk” di Clifford Brown, o ancora da “The Man I Love” di Gershwin a “Come Sunday” di Duke Ellington, in un susseguirsi di esecuzioni esaltanti che mettono in evidenza la vera protagonista dell’album: l’estensione vocale di quattro ottave della Petraglia, un dono coltivato con cura e con tanta passione.

Molto interessanti anche i brani scritti dalla stessa Petraglia, intitolati “Sempre Sì”, “Dimenticavo”, “Alone” e “To My Angel”, un pezzo formidabile che ha dato a Marisa la spinta necessaria per continuare a scrivere composizioni tutte sue.

Ogni brano ha una storia diversa: si passa da influenze soul a citazioni blues con grande disinvoltura, unico filo conduttore rimane la voce calda della Petraglia, che è stata accompagnata sul disco da musicisti che sono sulla sua stessa lunghezza d’onda e che rispondono ai nomi di: Andrea Rea, al piano, Francesco Puglisi, al contrabbasso, Adam Pache, alla batteria, Pietro Condorelli, alla chitarra e Giovanni Amato, alla tromba. Da ascoltare, con gusto e attenzione