Metal 13 Novembre 2014

Zombieland

Alexander ‘Lex’ Wohnhass dà libero sfogo a tutte le sue peculiarità vocali e “Zombieland” è il disco perfetto per avvicinarsi alla Neue Deutsche Härte, ma anche un ottimo disco se siete già dei veterani della scena.

Il metal tedesco non è solo Rammstein e non è neanche solo Power/Speed Metal, ma questo molti kids non lo sanno. La realtà è che in terra tedesca c’è una tradizione che va ben oltre il mainstream e che per tanto tempo è stata deliberatamente ignorata dai mezzi di diffusione nostrani (a parte alcuni siti e magazine altamente specializzati): a partire dai nineties, infatti, si è andata sempre più sviluppando la Neue Deutsche Härte grazie a bands come Rammstein, OOMPH, Umbra et Imago, e appunto i Megaherz.
Alcuni gruppi sono stati più fortunati ed hanno raggiunto fama intercontinentale, altri meno, ma una cosa è certa: i gruppi della scena tedesca hanno sempre tenuto fede al loro trademark. I Megaherz, con “Zombieland” (in uscita per Napalm Records), ci regalano un altro bel disco. Sebbene non sia un disco devastante, hanno fatto qualcosa in più: hanno fuso metal, rock, elettronica e melodia senza svendersi e piegarsi alle richieste del mercato, ma rendendo il loro sound unico e piacevolmente melodico, d’altra parte un “suono duro” non vuol dire necessariamente veloce e serrato.
Le ritmiche sono quadrate e pulite come genere richiede, le chitarre belle dettagliate, ma dove colpisce il CD è nell’uso delle vocals: abbiamo infatti un ventaglio di sfumature che varia dal sussurro al roccioso, senza tuttavia rinunciare mai alla melodia e mentendo sempre un’intonazione perfetta.
Gli inserti elettronici impreziosiscono un lavoro di per sé già ottimo. Alexander ‘Lex’ Wohnhass dà libero sfogo a tutte le sue peculiarità vocali.
“Zombieland” è il disco perfetto per avvicinarsi alla Neue Deutsche Härte, ma anche un ottimo disco se siete già dei veterani della scena.