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LANGKAMER – ‘Richard E Grant’
Tornando sulla scena con il loro terzo LP in altrettanti anni e una comparsa live nel Regno Unito questo novembre, il quartetto di Bristol dei Langkamer annuncia i dettagli del nuovo album ”Langzamer” e condivide il nuovo singolo ’Richard E Grant’" uscito il18 giugno tramite Breakfast Records. Il nuovo brano ci offre una meditazione agrodolce sulla perdita, e i Langkamer portano il loro rock spontaneo e con il cuore in mano a nuovi livelli in questo singolo. Spinto da un uno-due percussivo di chitarra e basso, e sostenuto da linee di synth travolgenti, la traccia è irta di incertezza e inquietudine, senza mai illuminare del tutto il significato del suo protagonista simbolico o l'angoscia che ribolle sotto. Registrato al The Cornish Bank di Falmouth con Ben Woods (dei The Golden Dregs), 'Richard E Grant' è anche il primo teaser del prossimo album “Langzamer”, in cui la band, dopo tre anni di frenetica scrittura e registrazione, e afflitta da grandi perdite personali, si è mossa per affrontare alcune delle questioni più importanti della vita, vale a dire la Morte e Dio. Il batterista/cantante Josh Jarman nota: “Questa è una canzone sul dolore, a breve e lungo termine. Si tratta di trovare strategie sane per affrontare la perdita”.
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RESOLUTION 88 – ‘Love Will Come Around (feat. Vanessa Haynes)’
Il gruppo inglese di jazz-funk-fusion Resolution 88 pubblica il 19 giugno il suo quarto album ”Vortex”, un omaggio ai dischi dei Mizell Brothers e di Herbie Hancock, a cui si è ispirato il leader della band e compositore Tom O’Grady per ricreare un suono che lo stesso Larry Mizell ha definito “monumentale”. ’Love Will Come Around feat. Vanessa Haynes’ è la versione vocale della seconda traccia dell'album. Vanessa Haynes è conosciuta soprattutto per aver cantato da solista con le leggende del jazz funk britannico Incognito per oltre un decennio e in questo brano porta tutta quell'esperienza jazz-funk insieme alla sua incredibile voce piena di sentimento. Questa canzone (sia la parte strumentale che quella vocale) è una reazione a tutto ciò che sta accadendo nel mondo in questo momento. È impossibile leggere le notizie ogni giorno senza provare disperazione e Tom O'Grady voleva davvero scrivere qualcosa di edificante con un messaggio positivo che tutti possiamo trovare il meglio in noi stessi e negli altri.
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BEINGS – ‘Happy To Be’
I BEINGS, nuova band composta da Steve Gunn, Jim White, Zoh Amba e Shahzad Ismaily, hanno pubblicato il 7 giugno l’esordio ”There is a Garde” per No Quarter. Il supergruppo indie-rock dai toni folk, jazz e ambient ha anticipato l’uscita del disco d’esordio condividendo l'ascolto dei brani ‘Flowers That Talk’ e ‘Happy To Be’. I quattro musicisti dietro al progetto Beings sono tra i più rinomati artisti dell'attuale movimento indipendente americano, numi tutelari delle nuove scene rock, folk e jazz, capaci di influenzarsi a vicenda e creare uno dei dischi più attesi del momento. Il chitarrista Steve Gunn, il bassista e maestro di synth Shahzad Ismaily, la sassofonista, chitarrista e cantante Zoh Amba e il batterista Jim White hanno unito i loro talenti nel supergruppo Beings. La band ha iniziato a fare jam session e suonare insieme nell’estate del 2022 quando Shahzad Ismaily ha chiesto a Zoh Amba di esibirsi con lui alla Triennale di Monheim in Germania. "Ha davvero cambiato la mia vita e la mia carriera” – ha raccontato Zoh Amba ad Arielle Gordon in un'intervista per Stereogum. Alla fine la band si è allargata con l’aggiunta di Steve Gunn e Jim White per la loro prima esibizione dal vivo a Brooklyn, NYC, durante l’estate del 2023. “There Is a Garden”, esordio dei Beings, arriva in coda ai bellissimi album pubblicati dai quattro musicisti nel corso degli ultimi anni come solisti e con i progetti di cui fanno parte.
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MAN MAN – ‘Alibi’
Oggi i Man Man pubblicano il loro nuovo album, ”Carrot On Strings”, su CD/LP/DSP in tutto il mondo tramite Sub Pop Records. Dopo il brano di punta dell'album, "Iguana", il gruppo ha realizzato il nuovo video di "Tastes Like Metal", diretto dall'illustratore e regista Joe Cappa ed ora l’audio del brano ’Alibi’. Quando i Man Man hanno pubblicato il loro album precedente, "Dream Hunting in the Valley of the In Between", il frontman Honus Honus (alla nascita Ryan Kattner) era in uno stato di agitazione, oscillante tra speranza e cinismo. Forse è il caso di dire che l'album è stato pubblicato durante la pandemia. Ma proprio come quella bizzarra svolta degli eventi globali, l'inquietudine sembra ormai lontana per la forza creativa dei Man Man, il cui rinnovato senso dello scopo traspare da “Carrot on Strings” che irradia un mix di calma e sicurezza.
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DIRTY THREE – ‘Love Changes Everything II’
Il leggendario trio strumentale Dirty Three (Warren Ellis, Mick Turner and Jim White) torna con il nuovo album ”Love Changes Everything, in uscita il 28 giugno su Bella Union. Dopo aver condiviso il primo singolo intitolato ‘Love Changes Everything I’, oggi la band condivide il secondo brano ’Love Changes Everything II’. Questo brano svela i Dirty Three a metà giornata già in preda a una fantasticheria elegiaca, con uno sguardo pensieroso rivolto alle acque del mattino e in avanti, verso le sfumature della sera. Warren alle tastiere, Jim gira intorno al kit in cerca di un posto dove sedersi, e Mick regala delicati loop di chitarra, facendo risuonare le colonne di pianoforte e synth che si innalzano solennemente verso il cielo, lontano dal frastuono degli uomini, puntando verso l'immortale. I Dirty Three si sono formati a Melbourne nel 1992 e nel giro di un paio di anni sono usciti dall’Australia e diventati globali, nei dieci anni successivi hanno fatto tour in tutto il pianeta, inciso sette album e si sono separati per unirsi in altre collaborazioni con una miriade di stimati artisti (Nick Cave, Cat Power, Bonnie “Prince” Billy, PJ Harvey, Nina Nastasia). Negli ultimi 20 anni, si sono riuniti alcune volte per rinnovare i voti, riaccendere i motori, suonare a qualche concerto o realizzare un album. Questa band è nata per invecchiare così com’è oggi. Il tempo non conta. Ogni volta fanno cantare la saggezza accumulata come qualcosa di nuovo e si rinnovano.
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mui zyu – ‘please be ok’
Il secondo album di Eva Liu, ovvero mui zyu, artista britannica nata ad Hong Kong, Cina, è uno dei più fulgidi esempi di indie-pop alternativo contemporanei influenzato da elettronica e avanguardia, condito da una produzione unica e da un suono avveniristico. L’esordio con “Rotten Bun for an Eggless Century” uscito l'anno scorso è arrivato come un fulmine a ciel sereno per la scena indipendente inglese e americana, con la sua carica vicina alla magia cantautorale e produttiva di Mitski e alle regole dettate dai grandi nomi del nuovo movimento pop alternativo. ”Nothing or something to die for” è un portale per il mondo di mui zyu, per dare un occhio a cosa succede nella dimensione parallela di questa incredibile e giovane artista. L'album di debutto l'ha vista esplorare la sua eredità culturale, mentre si tuffava verso l'interno per trovare accettazione e guarigione, ora, invece di cercare risposte dall’interno, Liu alza la testa per guardare il mondo che la circonda. Mentre tenta di comprendere la complessità e il significato dell'esistenza umana, osserva l'apatia accanto al caos travolgente; i progressi tecnologici legati alla mancanza di legami significativi e le frustrazioni nel sostenere gli standard stabiliti da altri. Il nuovo capitolo della giovane carriera di mui zyu è un passo nell’io più intimo dell'artista capace di costruire trame uniche, incantevoli pattern di produzione, beat dinamici e pura magia con il suo stile chitarristico anticonvenzionale. L’ album è pieno di splendide idee e ballate dal sapore apocalittico perfette per l’incerto presente che stiamo vivendo.
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