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Chris Weitz
The Twilight Saga: New Moon
Horror, Thriller, Fantasy, Sentimentale, 130' - U.S.A.
2009
Summit Entertainment
di
Elisabetta Lanzillotti
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Secondo capitolo della saga tratta dai libri di Stephenie Meyer, New Moon è (indubbiamente ed inopinabilmente) un film per teenager; per chi si commuove per l’amore giovane e romantico, per chi vuole la versione di Tre metri sopra il cielo... con i mostri. Vampiri e licantropi sono surrogati esagerati e stereotipizzati dei problemi giovanili dell’America moderna. Così è nei libri e così è trasposto al cinema, né più né meno.
Spoiler Alert (solo per chi non ha bevuto i libri uno dopo l’altro): Edward lascia Bella per non metterla in pericolo, Bella grida e si dispera perché un pezzo del suo cuore se n’è andato, Bella diventa Amica di Jacob il lupo indiano. Poi Bella salva Edward in Italia e tutti vissero più o meno felici e contenti fino al terzo capitolo.
Purtroppo la cruda sintesi delle parole descrive perfettamente lo stile di regia, spezzettato e pieno di salti; il dubbio è che la regia tenda a presumere che ogni spettatore abbia letto il libro: non è così, il risultato è un film a spizzichi e bocconi, pieno di scene iniziate e lasciate cadere in fretta per passare alla successiva, senza spiegazioni e (cosa ancora peggiore) utilizzando dialoghi che implicano scene mai entrate nel film ma presenti nel libro. Non sembra essere una strategia funzionante, nemmeno per chi ha effettivamente imparato a memoria riga dopo riga la versione cartacea; semplicemente non rende un effetto di ottimale continuità sullo schermo, ma nemmeno è un possibile tentativo di rendere il film più dinamico usando le ellissi. Guardare New Moon è come leggere a pagine alterne il libro e l’esperienza visiva lascia con l’amaro in bocca.
Per quanto riguarda la recitazione siamo nelle medie stagionali, nessuna eccellenza e tanta ripetitività, con un po’ più di goffaggine, probabilmente dovuta a pomposità acquisite col successo inaspettato del primo film. Un aspetto di New Moon è eccellente: gli effetti speciali. Dal regista di The Golden Compass (ricordiamoci i magnifici orsi bianchi) non ci si poteva aspettare di meno con il trattamento cinematografico di lupi enormi; sembrano veri, pur sempre nei limiti dell’animazione digitale. Sono evidenti lo studio e l’impegno messo nella realizzazione di quelli che sono e saranno co-protagonisti della storia di questo film e del prossimo (Eclipse). In definitiva in un film di scarsa qualità di contenuto le parti significative sono quelle legate alla pura tecnica; vale per i lupi come per le scene di lotta, che alternano slow e fast motion, spostamenti improvvisi e controcampi molto veloci, la macchina da presa è dinamica nel seguire i movimenti degli attori da diverse angolazioni. C’è anche da dire che con un budget più che decuplicato rispetto a quello del primo film non si poteva, né doveva, aspettare nulla di meno.
Se volessimo dare un voto alle modalità espositive del racconto sarebbe zero, gli effetti speciali otterrebbero un otto, la regia vaga tra il due delle parti drammatiche ed il sette delle scene movimentate. Un deciso dieci e lode va agli addominali degli attori, così come ai bicipiti, dorsali e pettorali: insomma, un fantastico film per adolescenti ormonali e romantiche.
VOTO: 1/5
Articolo del
23/11/2009 -
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