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Succede quasi ciclicamente che ogni volta che un nuovo gruppo inglese pubblica un disco, la stampa britannica se ne innamori e gridi al miracolo discografico. Tante sono le band che sono Next Big Things, poche sono in realtà quelle che in realtà diventano Big Things, tra queste ultime ci sono sicuramente gli Editors di Birmingham.
Con "The Back Room", prodotto da Jim Abbiss (producer di grido che ha lavorato con Kasabian, Unkle, Placebo, Gang Of Four e Bjork tra gli altri), gli Editors hanno esordito con grande stile e classe, sfoderando da subito la loro grinta e indicando la loro strada, che giunge dritta dagli anni ’80 in piena atmosfera New Wave. L’evidente richiamo al sound di una formazione storica come quelle di Joy Division e Echo & The Bunnymen e a un fenomeno più recente come può essere quello degli Interpol (anche l’influenza di una band amica degli Editors è forte, quella degli Elbow soprattutto nelle bellissime melodie vocali) nulla toglie al progetto musicale di questo giovane gruppo di casa a Birmingham, ma anzi aggiunge al piacere di ascoltare un album indubbiamente bello quello di poter godere di richiami ed echi dei migliori prodotti della scuola post-punk, rivestiti di una nuova luce e di una freschezza che sanno di novità e di una promessa musicale per il futuro a cui questi ragazzi, se questo disco ne porta le intenzioni, pare non intendano in alcun modo venire meno. In questa prima raccolta di pezzi degli Editors c’è tutto quello che un amante del genere si dovrebbe aspettare, c’è tutto quello che ci dovrebbe essere, c’è quello che c’è e c’è molto di più: ritmo martellante, chitarre potenti e ipnotiche, basso cupo e a tratti inquietante, atmosfera dark quanto basta, un paesaggio musicale notturno e onirico interrotto da risvegli sorprendenti e carichi di un’energia irresistibile e trascinante. I brani scorrono in questo susseguirsi di buio e luce, come un viaggio in autostrada in cui si alternano gallerie illuminate da luci artificiali e sorsi di alba e di brezza mattutina: è questo il colore di lights, pezzo di apertura; di galleria in galleria la luce cambia, fino a sfumare negli arancioni e dei blu che precedono la tinta indefinita del crepuscolo, di cui Fall è intrisa. Ma è un susseguirsi di quiete e movimento che, lungi dall’arrestarsi, prosegue per tutta la durata dell’ascolto. E’ questa successione di paesaggi e luci cangianti e sorprendenti e di prospettive differenti a far venire la voglia di proseguire nel viaggio, di attendere con ansia il pezzo successivo, la storia successiva che ogni pezzo promette di raccontare. Ritorna il tema delle promesse, che come già intuito paiono non spaventare affatto il giovane quartetto. Potremmo stuzzicarli, citando "Blood " ricordando che “non c’è niente di più difficile del mantenere una promessa”, immaginando una risposta per le rime, che prende in prestito il tono un po’ fatalistico di Bullet: “se qualcosa deve succedere, succede”. Quello che sappiamo è quello che c’è, qui, ora: ed è un giovane gruppo britannico di cui si comincia a parlare, e tanto, è un concerto atteso, da vedere e da gustare. Nell’attesa intanto, non resta che trovarsi in "The Back Room"… e premere play. Editors è il nome più caldo di questo autunno musicale, provare per credere.
EDITORS - FORMAZIONE SUL PALCO: Tom Smith (voce), Chris Urbanowicz (chitarra), Ed Lay (batteria), Russel Leetch (Basso)
MONOGRAFIE: Editors live @ RomaLive Festival al Centrale del Tennis - Roma, 5 settembre 2005
MONOGRAFIE: Una seconda opinione su: Editors live @ RomaLive Festival al Centrale del Tennis - Roma, 5 settembre 2005
EDITORS live in ITALIA:
Giovedì 10 Novembre a MILANO @ RAINBOW (+ support HOWLING BELLS) dalle 21.00 – ingresso 12 euro prevendite www.ticketone.it ed abituali
Articolo del
07/11/2005 -
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