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I Sigur Rós hanno occupato un posto unico nei cuori e nelle collezioni di dischi fin dal 1999, quando il loro secondo album, ‘Ágætis Byrjun’, è uscito dall’Islanda per diventare un enorme successo di passaparola, vendendo quasi 600,000 dischi a livello internazionale. Descritto da Q Magazine ai tempi come “l’ultimo grande disco del ventesimo secolo” (e votato Disco Del Secolo in patria), la strana ed aliena bellezza di ‘Ágætis Byrjun’ sembrava riempire un vuoto emozionale di cui nessuno prima aveva notato l’esistenza. E all’improvviso, quattro ragazzi di Reykjavik, ancora appena ventenni, sono stati innalzati da un’onda di adorazione, opportunità e aspettativa che forse era l’antitesi dell’ambiente che li aveva creati.
Non sorprende che la band abbia reagito andando ancora più sotto terra. Nel periodo tra la comparsa di ‘Ágætis Byrjun’ in Islanda e la sua pubblicazione in Giappone, quasi tre anni dopo, il gruppo è stato costantemente in tour, evitando la noia di suonare all’infinito l’album con il testare nuovo materiale in giro, in modo tale che quando sono andati in studio a registrare il disco successivo, avevano già tutte le canzoni pronte. Il risultante album, intitolato ‘( )’, è stato una fatica da registrare, con la band che ricercava mitiche versioni live del suo materiale dark, con un pò più di problemi che semplicemente ottenere la cosa fatta e finita, mentre i ragazzi si davano da fare con il loro studio/piscina appena costruito fuori Reykjavik. Se ‘Agaetis Byrjun’ era stato sommerso di luce e a tratti quasi di una speranza Disneyana, allora ‘( )’ era, più spesso che no, un viaggio attraverso un lungo tunnel oscuro con solo una candela per compagnia. Tuttavia, ‘( )’ – che non aveva neanche i titoli delle canzoni, la cosa migliore per concentrare l’attenzione sulla musica – è stato accolto molto bene alla sua uscita nell’ottobre 2002, e rimane oggi come un coraggioso testamento di come un gruppo di gente indipendente riesca a spingere un’idea anti commerciale se ci si mettono d’impegno. ‘( )’ è un lavoro potente e mordente, che, come il precedente, ha venduto 600,000 dischi.
In questo tempo, la reputazione della band dal vivo ha continuato a crescere, con tutti i tipi di persone piano piano trascinati dalla loro deliberata mancanza di significato o di programma. Se la musica è staccata dal contesto lirico, allora la sua risonanza emozionale può essere interpretata liberamente dall’ascoltatore, come meglio desidera. Questo vuol dire che i Sigur Rós possono, ed è così, voler dire tutto e niente. Questo si può definire prenderla alla larga.
In questo contesto i Sigur Rós hanno cominciato a registrare l’album ora conosciuto come ‘Takk…’. E un completo ripensamento è avvenuto. Così, il tour si è chiuso nell’estate del 2003, con la band trionfante dopo Glastonbury e Roskilde, e si è posta l’enfasi sul fatto di non porre enfasi. Dei progetti collaterali sono sbucati fuori (fin dall’uscita di ‘( )’ i Sigur Ros, in gruppo o individualmente, sono stati coinvolti in non meno di 13 attività extra curriculum, compresa la composizione della musica per la Merce Cunningham Dance Company, e il Danish Royal Ballet; composizione ed esecuzione del lavoro orchestrale di 70 minuti di ‘Odin’s Raven Magic’; colonne sonore per un paio di film indipendenti; alcuni progetti solisti; collaborazioni e produzione di altri artisti islandesi; e a volte solo delle cavolate), e del tempo è stato impiegato per ricaricare le batterie. Se i Sigur Rós dovevano andare oltre la norma per una band islandese di fare tre album, allora dovevano anche fare in modo che il nuovo album valesse l’attesa.
Si può tranquillamente dire che con ‘Takk…’ la missione è stata compiuta.
RECENSIONI: Sigur Ros - Takk...
SIGUR ROS live in ITALIA:
giovedì 24 novembre a FIRENZE @ SASCHALL Eur 25.00 esclusi diritti di prevendita
venerdì 25 novembre a Venaria Reale (TO) @ Teatro della Concordia Eur 25.00 esclusi diritti di prevendita
Articolo del
22/11/2005 -
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