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Nato a Yeovil, in Inghilterra, le prime esperienze discografiche di John Parish risalgono agli anni '80 con una band di matrice new wave chiamata Thieves Like Us che però avrà vita breve. Segue il progetto Headless Horsemen che ben presto muterà il suo nome in Automatic Diamini, un gruppo dai suoni più sperimentali che sarà attiva fino alla metà degli anni '90. Contemporaneamente Parish intraprende anche la carriera di produttore, ed è coinvolto nei dischi dei Becketts, Brillant Corners e Grape. Ma è il 1987 che segna una svolta per la carriera dell'artista inglese, una collaborazione che si rivelerà fondamentale qualche anno dopo. Infatti Jeremy Hogg, uno dei membri degli Automatic Diamini, conosce ad un party la giovane Pj Harvey che in breve tempo diviene amica di tutta quanta la formazione. Proprio questa futura celebre rockstar fa ascoltare le sue prime registrazioni a John Parish che ne rimane così colpito da volerla come cantante del gruppo. Lei resterà nella line up fino al 1991. La carriera solista della Harvey ottiene un repentino quanto meritato successo con i primi due album "Dry" e "Rid Of Me", lavori di scarno e viscerale rock in cui riveste un ruolo importante la produzione di Steve Albini. Ma con il terzo lavoro, la cantautrice medita atmosfere sempre tese ma più soft e meno distorte. Intuisce subito che John Parish può essere la persona giusta per capire queste sue intenzioni, memore anche della precedente collaborazione. Il risultato è" To Bring You My Love" del 1995, un grande lavoro che fa guadagnare ulteriori proseliti. Questa prolifica relazione artistica continuerà anche con i successivi album e live, ma non solo. Infatti nel 1996 esce a nome di entrambi l'album "Dance Hall At Louise Point", un lavoro in cui Pj Harvey canta e scrive testi sulle musiche composte da Parish, originariamente pensate per una produzione teatrale. Il primo disco in solo è invece del 1998, un esordio che cura la colonna sonora del film "Rosie". I nomi che si avvalgono delle sue produzioni in questi anni sono quelli di Sparklehorse, Giant Sand, Sixteen Horsepower ed Eels. Nel 2002 esce il suo secondo cd "How Animal Move", un lavoro altamente sperimentale che alterna frammenti di suono, orchestrazioni interpretate da una band di dodici elementi, e lontani echi di una registrazione che cattura il canto ed il mormorio di una ragazza spagnola. Ospiti dell'album Pj Harvey e Howe Gelb dei Giant Sand. Intensa negli ultimi anni la collaborazione anche con artisti italiani come testimonia il mixaggio nell'ultimo album degli Afterhours, Ballate Per Piccole Iene, o il progetto Songs With Other Strangers insieme a Cesare Basile, Manuel Agnelli (Afterhours), Hugo Race (ex Bad Seeds), Cesare Basile, Marta Collica, Roberta Castoldi e Giorgia Poli (ex Scisma), Jean Marc Butty (Venus-PJ Harvey ) e Stef Kamil Carnels (dEUS-Zita Swoon). Nel 2005 vede la luce il suo terzo lavoro "Once Upon A Little Time", disco epico ed intimo che parla delle lotte della vita di ogni giorno. Suonano nell'album ed accompagnano John Parish dal vivo: Marta Collica (chitarra e voce), Giorgia Poli (basso e voce) e Jean-Marc Butty (batteria).
JOHN PARISH & BAND live in ITALIA:
venerdì 2 dicembre a ROMA @ BIG MAMA Ingresso libero + tessera
Articolo del
02/12/2005 -
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