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La maggior parte delle rock band attualmente in circolazione negli USA si preoccupa prevalentemente di poter accedere al circuito radiofonico più o meno alternativo per guadagnarsi il classico trampolino di lancio verso il successo. Tuttavia ci sono le eccezioni che confermano la regola. Tra queste segnaliamo senz'altro i Nashville Pussy, che preferiscono di gran lunga ritornare alle classiche radici di sesso, droga e rock'n'roll, in maniera esplicita e sfacciata, piuttosto che ottenere un lascia passare dai media del loro paese. Se avrete la fortuna di vederli dal vivo allora capirete di cosa stiamo parlando: bottiglie di birra variamente sparse sul palco, sudore a iosa, e un continuo, ossessionante urlo da far impallire anche il più temerario laringoiatra. Insomma avete presente Lemmy dei Motorhead? Ebbene elevate quell'attitudine al quadrato e otterete i Nashville Pussy. Pochi hanno sentito parlare finora di questa band, anche negli Stati Uniti, dove tra l'altro, con un nome così, si è banditi a priori da ogni mezzo di informazione che si rispetti. Pensate solo al titolo del cd d'esordio "Let Them Eat Pussy" e avrete un idea del contenuto dello stesso. Del progetto fanno parte due graziose ragazze, la bassista Corey Parks e la chitarrista/cantante Ruyter Suys, forti, veloci, straffottenti e pure sprezzanti. I loro show non durano mai più di un ora, ma in quei sessanta minuti può succedere praticamente di tutto. Ah dimenticavamo. Loro provengono da Athens, Georgia, stessa città che ha dato i natali ai R.E.M., ma con la band di Michael Stipe i Pussies non hanno proprio nulla da spartire. La miscela musicale che propongono è invece un rovente rock sudista, passato sulla griglia del punk. Tra un brano e l'altro non c'è un secondo di respiro, un po' come succedeva negli adrenalinici gigs dei Ramones. In più c'è il link esplicito con il sesso: la chitarrista si presenta sul palco infilata in completini di pelle sado-maso più che eccitanti, torturando la sua sei corde fino a farla piangere. Di solito attaccano con "All Fucked Up" e "5 Seconds To Love", poi segue un piccolo break per bersi mezza birra, ma soprattutto per imitare una fellatio con la bottiglia, una breve strofinata della stessa in mezzo alle gambe e via che si riparte con le più selvagge fantasie che vibrano dentro i pantaloni degli ascoltatori. La bassista Corey, dal canto suo, arriva on stage con un look alla cowboy, irriverente, si succhia il dito medio, gira le spalle al pubblico, solleva il sedere e si tocca dove il sole non brilla. I dieci minuti conclusivi di "Fried Chicken And Coffee" vengono consumati in una sorta di orgia da palcoscenico, tra deflagrazione di strumenti, stridori di corde rotte e spargimenti di birra sul pubblico. Andrete a casa felici.
NASHVILLE PUSSY live in ITALIA:
15 aprile a Firenze @ Auditorium Flog
16 aprile a Pinarella di Cervia @ Rock Planet
17 aprile a Bassano del Grappa @ LaGabbia (+ Mr Bizarro & The Highway Experience)
Articolo del
14/04/2006 -
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