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Lo sviluppo della maturità di un musicista si vede subito, dai suoi inizi. Da quello che suona, scrive e produce nei primi anni della sua carriera. E’ lì che, in nuce, c’è scritto tutto. Uno, sperimentatore ci nasce, mica ci diventa. Troppo comodo far finta di cominciare ad inventarsi qualcosa a sessant’anni: di scienziati del suono ne nascono pochi e lavorano full-time dai vent’anni alla morte. Robert Fripp rientra, senza dubbio, in questa multiforme categoria di chi sin dall’inizio osa; per natura. D’altronde, quello che è forse il più tecnico e raffinato dei chitarristi in circolazione da oltre trent’anni nonché il fondatore di quella “meraviglia” sonora che sono (sono, si: i dischi eternizzano) i King Crimson non poteva che proporci un esperimento sonoro dopo l’altro. A partire da subito, in realtà. Da prima dei Crimson – band geneticamente “oltre i canoni”, per la quale servirebbero volumi e migliaia di articoli -, con la League of Gentlemen a metà anni Sessanta, poi stravolta successivamente in quella che è diventata la League of Crafty Guitarists – con cui si presenterà all’Auditorium-Parco della Musica martedì prossimo, nel contesto della rassegna "Santa Cecilia It’s Wonderful”. Passando per i tanti progetti e collaborazioni (Brian Eno e la Frippertronic, Peter Hammil, David Bowie) sviluppati nel corso degli anni (FFWD, ProjeKct) all’interno dei quali ha svezzato o s’è portato appresso gente come Adrian Bellew, Bill Bruford, Tony Levin. Fino ad arrivare agli esperimenti che presenterà martedì a Roma ma che già trovano spazio su disco almeno dal 1994 (col disco "1999 Soundscapes: Live in Argentina"): le Soundscapes, gli “orizzonti del suono”, uno degli approdi più audaci del suo sperimentalismo "crafty", a metà strada fra recitazione, improvvisazione e meditazione. Spesso condito dall’antenato dei campionatori, il Mellotron, che utilizza da sempre assieme all'insostituibile Les Paul Custom nera, e che il pop-rock pare aver riscoperto da non più di dieci anni. Suites istantanee dove rumore, ispirazione, suono e sensazione si toccano. Dunque più che un concerto l’appuntamento romano sarà una vera e propria performance influenzata e guidata dagli umori del momento, dalla risposta del pubblico, dal mood specifico di quella specifica serata. In breve: un’esperienza irripetibile – quanto, a ben pensare, un concerto dovrebbe sempre essere. Sul palco, assieme a Robert Fripp, ci sarà una sarabanda internazionale di virtuosi della chitarra: Shinkuro Matsuura, Luciano Pietrafesa, Leonardo Requejo, Mariana Scaravilli, Hernan Nunez, Martin Schwutke, Ignacio Furones, Daniel Arias, Fumihito Datano. E poi lui, garanzia di genialità: Bob Fripp.
Auditorium-Parco della Musica – Sala Santa Cecilia – martedì 20 giugno, ore 21. Biglietti: dai 10 ai 25 euro + prevendita. Info: 068082058
Articolo del
17/06/2006 -
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