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Il palcoscenico di Rockin’Umbria si trasferisce ad Umbertide. Venerdì 23 giugno è in programma la prima delle due serate previste nella suggestiva cornice di Piazza San Francesco. Di scena due voci autentiche della profonda provincia americana il giovane Micah P. Hinson ed il più maturo David Behrman con i suoi Silver Jews. In repertorio una riuscita di scena di canzone d’autore e Rock’n’roll cui la lunga militanza nei leggendari Pavement di alcuni dei musicisti di scena conferisce un marchio DOC. A cavallo tra i due gruppi, un apprezzato autore italiano, Emidio Clementi già leader dei Massimo Volume ed ospite di un incontro pomeridiano programmato presso l’Università per Stranieri di Perugia in collaborazione con Umbria Libri, leggerà alcuni testi di Barman a suggello di un incontro ideale tra poeti di riconosciuto spessore, ma di diversa provenienza. Si comincia alle ore 21.00.
SILVER JEWS: I Pavement sono stati uno dei gruppi più influenti degli anni ’90, paragonabili a “colossi” unanimemente riconosciuti come Nirvana, Sonic Youth, Pixies, Red hot Chili peppers. Lo dicono tutti, lo dice la storia musicale degli ultimi 20 anni, lo dicono i continui tributi riservatigli dai musicisti della nuova generazione. Se Steven Malkmus è stato il portavoce ufficiale, il “fantasista”, l’elemento scanzonato del gruppo Texano, David Berman ne fu l’anima artistica esterna, il “ghost writer”. Il progetto Silver Jews, nacque già prima della fine dei Pavement un po’ per gioco, un po’ per rispondere alle urgenze di un musicista, David Berman, appunto, desideroso di assecondare il suo lato più istintivo e naif: in un secondo momento, a partire dalla seconda metà degli anni ’90, è diventata la sua attività principale, anche se in parallelo procede anche quella di scrittore. Oggi questo progetto è una realtà artisticamente rilevante, avvalorata dal fatto che personaggi della scena musicale odierna come lo stesso Malkmus (autore di una buona carriera solista) o Will Oldham (autentico paladino della riscoperta delle radici musicali americane) abbiano preso parte attiva nell’ultima fatica discografica “Tanglewood numbers”; autenticata ancor di più dalla scelta di effettuare in questa Primavera 2006 il primo Tour Europeo di sempre; sancita, infine, dal fatto di aver trovato una certa regolarità nel produrre documenti sonori ed una certa riconoscibilità nel linguaggio. Silver Jews ereditano sì quella vocazione ad una forma canzone un po’ “sbilenca” che fu il tratto stilistico caratteristico dei Pavement, ma ne tratteggiano le linee con un tocco “roots”, manifestando una capacità di rimanere “fuori dal tempo” e lontani dalle tendenze più in voga. La loro miscela musicale contiene infinite suggestioni o rimandi, dai Velvet Underground ai Television, dai Green on red ai Violent Femmes, fino al Neil Young “maturo”: tutte sfumature appena tratteggiate in quel grande affresco di costume che è la creatura musicale nuova, disincantata, di David Berman.
MICAH P. HINSON Micah è un cantautore nato all’alba degli anni ’80 a Memphis e cresciuto nella provincia texana, laddove le radici della musica americana trovano una più profonda ramificazione. Hinson, occhialuto e lentigginoso, scrive e canta di un passato difficile, degli struggimenti e della confusione di un adolescente con mille problemi: dall’amore alla droga, fino all’inserimento sociale nella provincia americana più povera, conservatrice e sottosviluppata. Ma non perde mai la speranza che gli viene dalla sua età, anzi sembra credere ad una sorta di redenzione che può arrivare attraverso la scrittura, le canzoni, i concerti. La sua arte canora suona tanto credibile e forte da spingere subito la critica musicale ad acclamarlo: in Gran Bretagna parla di “debutto sorprendente a base di un country cosmico dalle sfumature noir”. La rivista UNCUT definisce le sue canzoni come “canti tristi e sinceri di redenzione a cui bisogna credere”. L’enorme successo “underground” del suo esordio discografico a livello indipendente gli ha aperto prospettive ed orizzonti interessanti: infatti, la mitica etichetta inglese 4AD, sempre più proiettata ad essere la voce ufficiale delle ritrovate “american roots” di tanti artisti delle ultime generazioni, lo ha messo sotto contratto e ne pubblica in questa estate 2006 nuove testimonianze sonore. Insomma questo ragazzo di Abilene non è un “perdente” come il destino sembrava voler predire per lui e nella sua parabola artistica e prima ancora esistenziale sembra vivere su se stesso il senso dei versi che canta: “To hell and back again”, …all’inferno e ritorno.
LIVE REVIEW: Micah P. Hinson, Jens Lekman & Entrance live @ Circolo degli Artisti – Roma, 25 aprile 2005
SILVER JEWS + MICAH P. HINSON live in ITALIA:
venerdì 23 giugno a UMBERTIDE (PG) @ Rockin' Umbria in Piazza San Francesco ore 21.00 ingresso libero
Articolo del
24/06/2006 -
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