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Non poteva concludersi che con un grande protagonista del jazz internazionale, Jason Marsalis, questa eccezionale edizione del Ronciglione Jazz Festival, che dall’anno prossimo (ormai la notizia è ufficiale) assumerà il nome definitivo di “Tuscia in Jazz” e si trasferirà, compresi i semirari “We Love Jazz” , in un'altra prestigiosa località dell’alto Lazio, Soriano del Cimino, a due passi dal Lago di Bolsena, operando pertanto, considerato l’enorme afflusso di turisti tedeschi, francesi, olandesi e inglesi sulle rive del lago nella stagione estiva, una scelta deliberatamente strategica, sia dal punto di vista economico che culturale, volta a dare alla manifestazione una veste veramente internazionale. Jason Marsalis, il più piccolo della mitica famiglia, che comprende i fratelli Brandford, Wynton e Delfeayo, nonché il padre Ellis, suonerà domenica 6 agosto al “Tuscia Jazz Village” del Parco Pubblico di Ronciglione alle ore 21.00 ed il costo del concerto è di soli 10 euro (30 compresa la cena). Egli è, come sappiamo, uno dei più rinomati vibrafonisti e batteristi contemporanei, anzi le due figure si alternano, completandosi a vicenda, tanto che, pur potendo considerare Jason un continuatore della tradizione musicale operata, nella storia del vibrafono, da “leggende” quali Lionel Hampton e Milt Jackson, bisogna comunque distinguerlo da questi ultimi, non soltanto per lo stile secco ed impassibile, una vera e propria “durezza” percussionistica che lo allontana dalla “morbidezza” tecnica, melodica e compositiva dei due, ma per il fatto di rappresentare, sotto certi aspetti, un punto di raccordo fra la tradizione e il jazz moderno, quel cosiddetto “main stream” (sorta di post-moderno del jazz), che caratterizza gran parte delle più recenti produzioni d’oltreoceano. Jason ha un piglio secco e cronometrico che gli permette, ed è questa una delle caratteristiche del suo linguaggio, di spaziare dalla fusion al funk all’ensemble brasiliano alla ballata celtica (ha suonato in gruppi folk), mettendo a frutto il virtuosismo compositivo ereditato dai Marsalis, in particolare dal padre Ellis, con il quale si cimenta tutt’oggi in un numerosi concerti per il mondo. Ma soprattutto Jason ha un innato senso ritmico che non a caso è stato definito, da alcuni, “polyrhythmic drumming”. In effetti, una delle sue esperienze più significative lo vede al fianco, nei decenni passati, del grande percussionista Bill Summers e del trombettista Irvin Mayfield, coi quali formò “Los Hombres Calientes”, celebre gruppo d’ispirazione afro-cubana ed etnica, mentre successivamente, decidendo di abbandonare la strada dell’easy listening e della popolarità, fu attratto dall’eleganza e creatività del pianista Marcus Roberts, col quale realizzò, per la Columbia Records, una delle sue opere migliori: “In Onor of Duke”. In una sua non recente intervista Jason ebbe a dire: “La musica è sempre in movimento”. Non a caso, erano i tempi di “Music in motion”, probabilmente il suo album più significativo come leader e compositore. Egli vi esprime la concezione di una musica in perenne trasformazione e movimento, dalla tradizione all’avanguardia, dal passato al presente al futuro, dal virtuosismo al tecnicismo, dalla convenzione all’innovazione, e lo fa accompagnandosi con uno stile personalissimo, atipico, influenzato da molteplici esperienze e artisti. Si è detto di lui che sia stato ispirato dagli sbalzi di umore rapsodici e geniali di Igor Stravinsky, il primo ad introdurre con Gershwin la scansione ritmica nella musica classica, ma anche dalla percussività frastornante ed instancabile di Billy Cobham, batterista fra i più acclamati degli anni ‘70/80, come dall’estro di drummers leggendari quali Max Roach e Art Blakey. Qualunque cosa si possa dire di lui, egli si è sempre mosso, comunque sia, nel rispetto degli stilemi e dei riferimenti culturali della nativa New Orleans. E muovendosi nel solco di questa ammirevole tradizione, ha esplorato ed esplora, oggi più che mai, territori sempre nuovi e affascinanti, sia come solista che come componente di gruppi internazionali. Lo vedremo dunque domenica al Ronciglione Jazz Festival, in una serata di chiusura che è da interpretare come un “auspicio” per questa manifestazione che, sempre più, si è andata configurando come un festival itinerante della Tuscia, regione incantevole, di grande interesse storico, artistico e paesaggistico. Buon divertimento! Info e prenotazioni: 228.6642749
Articolo del
07/08/2006 -
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