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Gli Art Brut sono il fiore all’occhiello della scena Art Rock con base a New Cross, South London (da dove tra l’altro provengono tali Bloc Party…), da circa un anno “il posto dove essere” a Londra per ascoltare prima di altri la musica che sarà. Grazie al lavoro di un’etichetta (la Angular Recording) che nella scorsa stagione ha sapientemente lanciato il fenomeno grazie a due compilation (su cui hanno fatto capolino anche le attuali star Bloc Party) a New Cross è fiorito quello che è stato soprannominato l’Art Rock Do It Yourself (oltre agli Art Brut ci sono The Violets, The Long Blondes, Luxembourg ecc…).
Ma veniamo agli Art Brut. Dopo due singoli decisamente aggressivi, il secondo dei quali ha segnato l’inizio del sodalizio con la Fierce Panda, la band è arrivata a “Bang Rock And Roll”. Il nome della band deriva da una definizione del pittore Jean Dubuffet, coniata sul finire della Seconda Guerra mondiale, atta a identificare quelle opere d’arte create senza alcuna intenzione artistica o estetica, nate solamente in risposta a un bisogno, ad una pulsione creativa. Questo il principio guida del quintetto capeggiato da Eddie Argos, che con il suo cantato/parlato vagamente Mark E Smith, fa il possibile per tenere lontani melodia, pretese artistiche e Pop (“Emily Kane” e “Moving to LA” sono le uniche concessioni) dal suono degli Art Brut, quattro giovani in “balia” del loro frontman. Fiumi di parole e pensieri autobiografici sovrastano la musica degli Art Brut. Un’occhiata ai testi della band possono rendere l’idea dell’Argos-pensiero: musica e critica musicale nell’hit “Formed A Band” (this is my singing voice, it’s not irony, it’s not Rock & Roll, we’re just talking, to the Kids) e in “Bad Weekend” (Haven’t read the NME in so long, don’t know what genre we belong), gioventù anglosassone in “My Little Brother” (“my little brother just discovered rock n roll, there’s a noise in his head and he is out of control…he is only 22 and he is out of control”) ed infine amore/frustrazioni sessuali tra le righe di "Emily Kane" (“I was your boyfriend when we were 15, it’s the happiest that I’ve ever been. Even though we didn’t understand how to do much more than just hold hands”) e “Good Weekend” (First time I saw her, I wanted more than just to hold her), ”Rusted Guns of Milan” (It doesn’t mean that I don’t love you, one more try with me above you. It’s got nothing to do with anything I’ve had to drink). E’ nelle liriche del suo leader, già soprannominato il nuovo Jarvis Cocker, quindi, il punto di forza degli Art Brut, traendo spunto dalle sonorità Post Punk di fine anni ’70, così come dal Punk (pensate ai seminali Buzzcocks o ascoltate il retrogusto Clash – dei quali live suonano una cover di “I Fought The Law”- di “My Little Brother”). Il risultato? Mezz’ora di musica, esplosiva come una bomba, anzi, come dodici proiettili che vanno tutti a segno: bang! bang!
ART BRUT live in ITALIA:
16 agosto a BRESCIA @ FESTA DI RADIO ONDA D'URTO (+ support BLACK EYED SUSAN) AREA FESTE IN VIA SERENESSIMA Alla Periferia Est di Brescia. Tra S. Eufemia e Buffalora. [Ingresso Festa a sottoscrizione: 5 Euro.]
Articolo del
16/08/2006 -
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