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Dicono che ci siano una o due persone al mondo che potrebbero cantare l’elenco del telefono e far sì che suoni commovente. Con "Damaged", Kurt Wagner, frontman dei Lambchop, il collettivo di musicisti di Nashville in continua trasformazione, dimostra di essere capace di una reputazione simile. Scegliere di aprire il loro ottavo disco (o nono, a seconda che si pensi di “Aw C’mon” e “No, You C’mon” come di uno o di due dischi) con una canzone ispirata da un programma radiofonico sulla National Public Radio dal titolo “Swap Shop”, in cui gli ascoltatori comprano e vendono oggetti, é senza dubbio una mossa coraggiosa. Ma, come con tutto su questo straordinario disco, i Lambchop ci mettono una grazia e un’eleganza che conferma il loro status, tale che www.allmusic.com li ha chiamati “il gruppo americano più brillante ed unico ad essere emerso durante gli anni ‘90”. Quando Kurt Wagner canta (in “Paperback Bible”) di voler trovare una TV a colori da 27 pollici, che non funzioni, perchè ha bisogno dei suoi componenti, beh questa è sicuramente la prova della sua incredibilie abilità nel trovare una poesia nel prosaico, cosa che in molti tentano ma in pochi riescono a fare. I Lambchop sono sempre stati famosi per i resoconti di Wagner circa le minuzie della vita, ma questa volta si é anche scostato dal punto di vista del suo portico della casa del Tennessee dove scrive la maggior parte delle sue canzoni. Ha invece guardato dentro casa e, più intimanante, dentro la sua testa. “Questo disco probabilmente é la cosa più personale che io abbia mai fatto”, dice, “e mentre cresceva diventava sempre più pesante. Tratta di argomenti dolorosi ed oscuri che hanno a che fare con esperienze profondamente personali. E’ una cronaca dell’anno passato, più o meno: i cambiamenti e gli eventi che mi hanno portato al punto dove mi trovo oggi, e alla mia percezione delle cose”. Per quanto siano diventati bramosi i media di oggi, non dovrebbe essere di nessuna importanza quali sono stati quegli eventi “dolorosi ed oscuri”. Dovrebbe essere sufficiente dire che la vita di Wagner è stata un po’ una delusione nell’ultimo anno, e anche un po’ triste, e che non é nostro compito soddisfare la morbosa curiosità degli altri più di così. Quello che conta é quello che é emerso da queste esperienze, e "Damaged" (“la ragione per la quale il titolo é al passato é che sto provando a lasciarmi queste cose alle spalle”, spiega Wagner) è uno di quei rari dischi che emerge da una profonda ricerca dell’anima. Parla delle tragedie e delle sofferenze della vita ed allo stesso tempo ci ricorda della pura beatitudine che la vita può offrirci se impariamo a riconoscerne i complicati segnali. E' uno di quegli album che riescono a scavare così in profondità nella carne da risultare a volte dolorosi da ascoltare. Musicalmente, "Damaged" ha visto un certo numero di cambiamenti al modo di lavorare dei Lambchop. William Tyler, il membro più giovane della band, che si é aggiunto alla band più o meno ai tempi del tour di “Nixon”, si muove verso il centro del palco, non in un modo silenzioso come aveva fatto il pianista Tony Crow per “Is A Woman”, ma andando dritto sotto i riflettori. “E’ roba molto matura”, dice Wagner. “Mette veramente il suo timbro unico su quello che facciamo”. Tyler é diventato uno dei segreti meglio mantenuti di Nashville, recentemente utilizzato dal produttore Mark Nevers su un ampio numero di dischi a cui sta lavorando, tra cui Will Oldham, Candi Staton, David Kilgoure, Silver Jews, Lou barlow, Bobby Bare Jr e Dan Tyler. Ha anche contribuito significativamente all’album di debutto di Cortney Tidwell ed ha un progetto solista, The Paper Hats. A giocare un ruolo importante sono anche Ryan Norris e Scott Martin, meglio conosciuti come il gruppo elettronico degli Hands Off Cuba. I due sono stati coinvolti da Wagner dopo aver collaborato all’EP "CoLAB" l’anno scorso. “Abbiamo lavorato per almeno sei mesi provando a trovare un modo per aggiungere “quello che fanno loro” a “quello che facciamo noi” senza sembrare troppo forzati o ovvi”, ricorda Wagner. “Gli interludi che hanno creato su questo album sono fatti interamente di tracce strumentali che avevamo fatto per queste canzoni. Loro hanno preso queste informazioni sonore e le hanno rimodellate in pezzi di congiungimento tra le canzoni stesse. La mia idea era che, dato che i campioni alla base venivano da canzoni esistenti, gli interludi si sarebbero mescolati in una maniera più simpatetica. Hanno anche suonato ed aggiunto dei suoni potentissimi a certe canzoni. Questo sarebbe un disco molto diverso senza il loro contributo”. Altra cosa degna di nota su "Damaged" sono i sublimi arrangiamenti di archi.A differenza di quelli per “Nixon”, che erano ispirati da un’anima Philly, o di quelli di “Aw C’mon/No You C’mon”, che erano volutamente cinematografici, qui sono minimizzati. “Sono stati arrangiati da Peter Stopshinski di Austin”, dice Wagner. “Un amico me lo aveva raccomandato perchè stavo cercando un certo tipo di arrangiamento vicino al tipo di musica suonata dai Dafo String Quartet, il quartetto polacco con cui abbiamo suonato un sacco in passato. Volevo che scrivesse gli arrangiamenti tenendo loro in mente”. Il risultato di questi aggiustamenti è, come ci si aspetterebbe dai Lambchop, un cambio di marcia nel suono della band. Questa volta scivolano comodamente da qualche parte tra la semplicità di “Is A Woman” e il sentimentalismo di “Nixon”, ma "Damaged" ha un’identità che è tutta sua. Il suono alternative country con cui erano associati una volta é ridotto a poche, occasionali falciate di steel guitar (gentilmente concesse da Paul Niehaus) e le loro a tratti disordinate radici indie hanno fatto strada ad una ridefinizione ampia e lussureggiante (ma mai sovraprodotta) della musica da camera. E’ una musica da casa al tramonto come da mattina soleggiata, ed é probabilmente fuorviante ed accattivante più di quanto chiunque di noi si possa meritare.
I Lambchop potrebbero davvero trasformare un elenco del telefono in uno di quei leggendari “lavori commuoventi di bellezza sbalordente”. "Damaged" é persino meglio. I problemi affrontati ed ampiamente superati da Wagner sono una sua questione personale e tale dovrebbero rimanere. Ma "Damaged" é il suo modo di condividere quello che ha imparato. Poche lezioni nella vita saranno così memorabili, dignitose e commuoventi.
LIVE REVIEW: Lambchop live @ Horus Club – Roma, 29 aprile 2004
RECENSIONI: Lambchop - Damaged
RECENSIONI: Lambchop - Aw Cmon / No You Cmon
LAMBCHOP live in ITALIA (+ Hands Off Cuba):
MARTEDI’ 5 DICEMBRE 2006 a BOLOGNA @ ESTRAGON Via Stalingrado, 83 (PARCO NORD) Info-line 051 241554 www.estragon.it Prezzo del biglietto (solo posti a sedere) € 18,00 + diritti di prevendita
Articolo del
04/12/2006 -
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