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I Guillemots si sono formati un paio di anni fa con il semplice, ma pur sempre audace, intento di fare musica popolare interessante. Il gruppo, con i suoi ritmi variabili, discontinui e la sua piccola orchestra di tastiere, rifiuta qualsiasi tipo di etichetta e classificazione. Le loro canzoni, incentrate sui testi caleidoscopici e d’improvvisazione del cantautore Fyfe Dangerfield, sono un evento raro nel panorama della musica moderna: sofisticate, audaci e inesorabilmente appassionanti. E’ spudoratamente musica pop, ma è anche spudoratamente particolare, differente; spudoratamente Guillemots, appunto.
"Facciamo un tipo di musica che rivela qualcosa di nuovo di se stessa ogni volta che la si ascolta, ma che non ha bisogno di essere ad un prezzo accessibile", afferma il cantante leader Fyfe. "Tutta la musica va benissimo ma deve arrivarti e colpirti dritta al cuore (e anche ai piedi). Dopo tutto, non puoi mai raggiungere la vetta data l’attuale musica pop. Quello che possiamo fare è cercare di avvicinarci il più possibile". Descritti dall’ "Independent" come esponenti di "un’alternativa estesa e necessaria all’attuale panorama del pop britannico", lo scorso anno i Guillemots hanno firmato con Polydor Records; con due EP acclamati dalla critica già dal 2005 ("I See Such Things In My Sleep" e "Trains To Brazil"), sono passati dallo spuntare 100 sterline su EBay per i loro dischi a guadagnare agilmente la ventesima posizione in classifica con il loro carismatico debutto "Through The Windowpane". Includendo i singoli "Trains To Brazil" e "We’re here" e con l’aggiunta di "Made-Up Lovesong # 43", l’album racchiude perfettamente la band, un tour de force tanto eccentrico quanto dinamico.
Sono quattro i membri della band: il cantante/tastierista Dangerfield, che vanta esperienze anche nella musica classica ed elettronica, il percussionista Greig Stewart, la cui fama è quella di avere una visione del ritmo totalmente distorta, il chitarrista Mc Lord Magrao, che ha suonato per diversi anni a San Paolo, ed il contrabbassista Aristazabal Hawkes che ha trascorso una lunga e confusa estate suonando su una nave da crociera per un uomo che pretendeva di essere chiamato Johnny Favorite. Dopo il tour dell’anno scorso in Gran Bretagna come special guest di Rufus Wainwright, si sono esibiti in propri concerti in Europa e negli Stati Uniti. Il "tipico" (se tale può essere definito) concerto dei Guillemots è caratterizzato dal rumore della scatola di latta dei biscotti, con passaggi ritmici orgogliosamente improvvisati, con tutti e quattro i membri della band che ululano come lupi e con l’apparizione occasionale di una coppia di fratelli che suonano il sax: un atto intrepido e naturale che getta all’aria ogni tipo di prudenza.
RECENSIONI: Guillemots - Through the Window Pane
GUILLEMOTS live in ITALIA:
22 febbraio 2007 a MILANO @ Transilvania ore 22.00 - prezzo del biglietto: 10/12 euro
Articolo del
21/02/2007 -
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