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Jeremy Warmsley
I viaggi tra elettronica, soul e folk del britannico Jeremy Warmsley
Milano
30/11/2007
di
Nicola Barillari
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Jeremy Warmsley è un musicista 23enne attualmente residente a Londra. È istruito, occhialuto, indossa bretelle e cosa certamente più importante ha scritto, suonato e prodotto "The Art Of Fiction", uno dei debutti più inebrianti del 2007. Registrato tra le serate rigide e desolate dell'inverno 2005 e la più mite metà dell'anno successivo, il disco è un avventuroso blitz tra elettronica e soul intinto nel folk ed è il prodotto di una giovane vita trascorsa tra passatempi musicali assortiti. Le influenze di Jeremy sono prevedibilmente imprevedibili: Paul Simon, Sam Cooke e la musica classica, ma sono forse nomi come Microphones, Steve Reich, Bian Eno, Aphex Twin e Radiohead a rappresentare le ispirazioni più vicine al suo suono attuale. Con questo "The Art Of Fiction" Jeremy si colloca in un momento estatico sospeso tra storie à la Bowie come "I Knew Her Face Was A Lie", inni come “Dirty Blue Jeans”, la tragedia alla "sarebbe-dovuto-succedere (-ma-non-è-successo...o sì?)" di "5 Verses" e l'intricato rimorso arricchito da laptop di "If I Had Only". "The Art Of Fiction" è anche un disco sull'unione, come nel brivido di "Modern Children" e la sensualità dell'altro sesso ("I Believe In The Way You Move"). Un'universalità in cui tutti ci possiamo riconoscere.
JEREMY WARMSLEY live in ITALIA:
venerdì 30 novembre a MILANO @ La Casa 139
sabato 1° dicembre a TORINO @ Spazio 211
Articolo del
02/12/2007 -
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