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Nato come side-project dei Goodspeed You! Black Emperor, il sestetto canadese dei Silver Mt. Zion ha scelto la via di un post-rock dalle improvvise impennate emotive, unito alla fascinazione folk est-europea. E' un sound atipico, quello dei Silver Mt. Zion. Folk e musica tzigana, chamber-rock e post-rock che si incrociano in una combinazione di straordinaria intensità emotiva. Lunghe suite sfiorano la catarsi spirituale proponendo canti lacerati, impetuose frustate passionali, vorticosi climax, austerità classica. Il primo album, pubblicato nel 2000 per la Constellation, dal chilometrico titolo He Has Left Us Alone, But Shafts Of Light Sometimes Grace The Corner Of Our Rooms, ripercorre le vie del tempo che scorre. Si aprono le rotte dell'eternità di fronte a strazianti suite dal mood intimista e apocalittico. I giochi intimisti dei Silver Mt. Zion toccano le corde del cuore e commuovono. Dopo l'allargamento della formazione a sei unità, e la conseguente ridenominazione della band a nome Thee Silver Mt.Zion Memorial Orchestra & Tra-la-la Band, i canadesi pubblicano Born Into Trouble As Sparks Fly Upward, registrato in due sole settimane. Lo spleen decadente che caratterizzava l'opera prima qui viene, quantomeno in parte, annullato. Un sound decisamente più aggressivo e veemente, unito a sezioni sonore di stampo più elettronico e, perché no, pop, vivacizzano l'opera. Le atmosfere plasmate rimangono di una bellezza fosca, dal gusto classico, ma dalla resa (post)moderna. Il successivo This Is Our Punk Rock (2003), segna un netto cambio di rotta e si erge a vero e proprio manifesto programmatico del progetto Silver Mt. Zion. Quello che loro chiamano punk-rock è infatti null'altro che l'amalgama di un certo folk unito a quel post-rock che percorre le scie celesti dell'eternità. Lo slancio tragico si fonde a un'attitudine prettamente emozionale, culminando in istanti di massima catarsi, di orgasmo dei sensi, di spasmodico caos. E rimane la sensazione che i Siver Mt. Zion abbiano fatto centro ancora. Cambiano le strutture, non la sostanza, verrebbe da dire. In effetti è così. Nel 2005 i sei canadesi tornano sulle scene con Horses In The Sky. il risultato è davvero esaltante. Le sei tracce che compongono il quarto lavoro sulla lunga distanza rappresentano, al contempo, passato e futuro. Ideale punto di contatto tra invettiva illuminista ed estetica romantica, 13 Blues For Thirteen Moons collega approcci musicali differenti in un riuscito mix. Vengono meno molto spesso violini e viole, in favore di sfuriate a ritmo di chitarre che si impennano progressivamente, secondo la miglior tradizione del math-rock. Toni minacciosi di una tempesta in arrivo, un finale che pare strappato alle note del maestro Morricone, in un'orgia di viole, violini e un caos ragionato.
Line-up: Efrim Menuck - chitarra, piano, voce, effetti Beckie Foon - violoncello Eric Craven - batteria, percussioni Ian Ilavsky - chitarra, organo Jessica Moss - violino, voce Sophie Trudeau - violino, voce Thierry Amar - contrabbasso, basso
THEE SILVER MOUNT ZION MEMORIAL ORCHESTRA & THE TRA-LA-LA BAND live in ITALIA:
lunedì 20 ottobre a ROMA @ Circolo degli Artisti Porte h 21.00 - Concerti h 22.00 BOTTEGHINO 10 € - PREVENDITA 10 € + 1,50 € (D.P.)
mercoledì 22 ottobre a FOLIGNO (PG) @ Feedback
giovedì 23 ottobre a FIRENZE @ Festival della Creativita' w/ ORT
venerdì 24 ottobre a BOLOGNA @ Covo Club a seguire: Gate 1: COOL KIDS CAN'T DIE (indielectrorock) Gate 2: Arturo Compagnoni (Rumore Mag) + Y.DK (Technogod)
sabato 25 ottobre a TORINO @ sPAZIO 211 h. 21.59 euro 15.00
Articolo del
20/10/2008 -
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