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Modotti
Le Sens du Combat
2009
CD autoprodotto
di
Daniele Bagnol
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Lontani dai classici schemi pop, poche parole al posto giusto e molti concetti da sottolineare: è questo l’elemento base del progetto Modotti, terzetto emiliano che cattura il nome della splendida Tina Modotti, fotografa e ideale di donna del terzo millennio da cui traggono ispirazione. Ne viene fuori un EP travolgente e caloroso, con qualche spolverata di math rock, breve e pungente come un’ iniezione che lascia il segno, che senti scorrere dentro ogni vena. L’ album, registrato al Blocco A di Padova e mixato al NHQ di Ferrara da Gigi Battistini, vede la presenza di sole quattro tracce intense che si sciolgono tra oscure atmosfere post-punk e lunghi momenti strumentali che aprono le porte a parole mai banali, con continui cambi di direzione tra accelerate e frenate musicali. La voce cupa non è quasi mai cantata, ma molto più simile ad una poesia declamata avvolta nella musica che la abbraccia e la stringe a sé, come se ne fosse un’ estensione diretta. Il lavoro si apre subito con “La Notte dei Santi”, una preghiera litanica nei confronti di due tra le figure italiane più significative degli ultimi decenni a livello artistico e politico (rispettivamente Pier Paolo Pasolini e Aldo Moro), che cela una critica alla società che troppo velocemente ha dimenticato. Aldilà di “A Torto”, traccia quasi completamente strumentale ad eccezione di una singola frase ripetuta all’infinito, si continua con “Distrazioni”, forse il pezzo più sperimentale negli accordi: anche qui le frenate e le accelerazioni sono repentine, le sonorità fuori dagli schemi (in classico stile math rock), la creatività musicale spinta all’estremo. “Odio Forse”, brano di chiusura dell’ EP, vira vertiginosamente verso il punk-rock con parole rabbiose e chitarre sempre in primo piano. Un’ ultima considerazione degna di nota è dovuta all’ apprezzabile ed originale presentazione del disco nel packaging, con la classica busta gialla da lettera (come non se ne vedevano da anni), le tracce battute a macchina ed il titolo del lavoro attaccato col nastro. “Le Sens du Combat” è quindi in definitiva un disco viscerale che esprime le emozioni del gruppo; un buon antipasto che mette appetito, in attesa della prima portata.
Articolo del
14/04/2010 -
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