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Sulla linea di molte cantautrici contemporanee, Missincat, nome del progetto di Caterina Barbieri, si bilancia su linee di chitarra acustiche, voce da gattina sognante indie, lingua inglese e suoni che vanno da xilofoni a maracas a trombe; una scelta strumentale anche molto vicina a progetti come quello della compagna berlinese Kitty Solaris e dei Lonely Driften Karen. Sembra proprio che sia la scena made in Berlin, a cui tutti questi artisti convogliano ultimamente, a creare questo genere musicale tra il folk e il pop, connotato dall'inserimento di varie strumentalità appartenenti a varie culture musicali diverse, ma con una base acustica e pop oriented molto forte. ”Back On My Feet” è di sicuro un album onesto, con le suggestioni che un buon prodotto pop dovrebbe dare a chi lo ascolta. La voce di Caterina ci porta a sognare e rilassarci; il suo spettro non è ampissimo, quindi ci si accontenta di essere cullati dalle parole e dalla sonorità folk, che la chitarra mantiene per tutto l'arco dei 12 brani contenuti in questo album. I temi trattati sono sempre la vita, l'esperienza di tutti i giorni, del mondo, delle piccole cose quotidiane: amori trovati e infranti, momenti di pace e altri di riflessione, tutto questo però senza troppo impegno. Sembra voler esserci una chiara leggerezza anche nelle parole di Missincat, voluta, forse, per portare l'ascoltatore a non pensare il più possibile, avvolto in un'atmosfera sognante e naïf. In ultima analisi la Barbieri ha dei momenti in cui la linea di voce sembra voler imitare le modalità di una Regina Spektor, ma con poco successo, e, in fondo, l'album, piacevolissimo in sottofondo, non pretende troppo e non si spende più di troppo, passa leggero come una brezza, ma non rimane impresso. Se il talento, che si intuisce in Missincat, è realmente dietro la porta di quello spettro musicale che ci suggerisce questo suo lavoro, ci si può aspettare qualcosa di più in futuro.
Articolo del
27/05/2010 -
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