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Edible Woman
Everywhere At Once
2010
Sleeping Star
di
Giuseppe Celano
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Sono mezzi matti, casinisti, hanno registrato il disco con Lorenzo Steccone dei Lento e Mattia Coletti, lo hanno testato come gruppo di spalla dei Jesus Lizard e sanno suonare. Basta? A me sì, a voi forse no, alla rivista non credo proprio. Quindi spendiamo qualche parola in più per “Everywhere At Once”, nuovo disco degli Edible Woman. Nati nel 1999 come trio “rumoroso” e strumentale, successivamente aggiungono alcune liriche per un post-punk lercio, ma tecnicamente dotato. I loro brani sono nervosi, sghembi, le melodie oblique, il basso tagliente. Le atmosfere di questo lavoro sembrano apparentemente imprendibili, come lo è la band per sua stessa natura. Non è un disco di facile fruizione, ma con un po’ d’impegno lo si può amare alla follia. I cambi ritmici (”Goran Serajlrc”) inaspettati viaggiano su synths, parti elettroniche e stranezze che fanno, sia nel complesso che nel dettaglio, la forza degli Edible Woman. Mi ricordano gli ormai sciolti Smart Went Crazy e gli Shellac, nelle linee di basso. Anche le ballate scelgono sentieri tortuosi, oserei dire barrettiani (”Entomology”). La band non riesce a stare a lungo lontana dal rumore e parte per una cavalcata psicotica e allucinante “To My Brother”. Il resto è vostro compito scoprirlo, non posso fare sempre tutto io qui.
Articolo del
01/06/2010 -
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