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Dusteroid
Tyrannosonor
2010
CD autoprodotto
di
Giuseppe Celano
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I Dusteroid sembrano una versione più grezza, e meno blues nei suoni, dei Radio Moscow. Con l’inizio sanguigno di “Defy” si sono già conquistati una parte di me ma, facendo velocemente la somma dei fattori, non credo gli ci vorrà molto tempo per conquistare anche il resto. Hard-rock senza compromessi, ricco di cavalcate, riff circolari e “ignoranti” e poi i tanto amati assolo che ti mandano in giuggiole. “Highroller” alza il tiro chiamando al banco dei testimoni gente del calibro di Corrosion Of Conformity. La voce sembra quella di Phil Anselmo dopo la cura Down, il seme di quest’ultimi scorre nel songwriting di “Tomahawk Storm Troopers”, furiosa cavalcata fra pendii rocciosi assolati. “Tyrannosonor”, titolo che da solito merita l’Oscar, è un album sincero, potente e senza compromessi. Alcuni potranno dire che è roba già sentita, e allora? Già sentita e da risentire altre mille volte per capire come deve suonare un disco del genere. Si, dentro c’è tutto: wah-wah, distorsione, ritmica schiacciasassi, voce impastata dal Jack Daniels, e chissà da cos’altro, e molto buon rock che flirta con lo swing (”Whiskey Overdose”). I brani sviluppano la loro trama lentamente, in modo reiterativo, non si scende mai al di sotto dei cinque minuti, con punte di tredici. Ottima anche la copertina cartonata con l’asteroide che colpisce la terra creando uno scenario di distruzione e morte alla Ken Il Guerriero. Chiude l’adrenalinica “Pusty Road”, summa di quanto detto finora. Ottimi
Articolo del
13/06/2010 -
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