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Acque Frigide
La Razza
2010
Subsound\Alive
di
Giuseppe Celano
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Acque senza luce, frigide, copertina nera con un essere ectoplasmatico. Un fantasma? L’anima di un uomo? La cosa da dire innanzitutto è che questo è il secondo lavoro della band, anzi, di questo “one man band” pazzo, paranoico, scandaloso e psicotico. Devo ammettere che l’incipit massiccio di “In Che Depressione Suono” mi aveva fatto venire subito la curiosità di sbirciare i testi, ed ecco una stranezza. Facendo un lavoro di dissociazione fra musiche e liriche quest’ultime assumono tutto un altro contesto. Il modo di buttare giù le parole sembra cadere in una faciloneria davvero imbarazzante per alcuni versi (“Lasciatelo dire, tu mi fai morire, senza ricordare ombre in alto mare”). Ma appena le due cose procedono in parallelo ecco che tutto funziona a meraviglia. Non chiedetemi perché il disco piace, forse perché suona grezzo e onesto, sincero e sanguigno. Il sound è pesante, spigoloso, a volte hard in altri passaggi, ha un andamento minaccioso, il cantato ringhia e vomita tutto la sua rabbia compressa e tirata come la meccanica di una balestra carica “Bromuro (Fanculo Tutto)”. In lontananza appaiono i Ministry e Nine Inch Nails ma se ne sente solo la flagranza che svanisce velocemente fra le pieghe di queste song, ben quindici, che filano via abbastanza velocemente. Molti potranno odiarlo e bollarlo facilmente, noi crediamo che il progetto sia valido e se proprio non vi va di spendere dei soldi per “La Razza” andate almeno sul myspace delle ”Acque Frigide”. Solo per reietti.
Articolo del
26/06/2010 -
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