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Armstrong?
Collateral
2010
70Horses Records
di
Giuseppe Celano
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Come dicevamo, in qualche recensione fa, continuano a fioccare i dischi post-rock/indie. È una persecuzione ormai. Noi ce ne siamo resi conto e abbiamo accettato di convivere con gli invasori della redazione. ”Gli Armstrong?” fanno parte proprio di quel calderone, di un genere sfruttato ormai fino al midollo. “Collateral” però è un buon lavoro, onesto sin dalle prima note dell’opener “Whishing You”, un brano semplice, con buona linea melodica squarciata, a volte, da chitarre taglienti. Le voci sono sussurrate, velate da una leggera tristezza di fondo che in qualche modo le rende amabili. Profumi delicati inebriano i sensi, invadono le atmosfere del disco, le chitarre acustiche si muovono con leggiadria, missate in sottofondo. Non mancano i soliti avvitamenti post-rock fatti di arpeggi ossessivi, le strutture dei brani si dipanano lentamente (”Shivers”). Ancora meglio fa la nervosa “A Certain Inclination” che in alcuni passaggi ricorda l’eleganza dei ”Dredg”. Bisogna ammettere che, a differenza di molti altri, gli Armstrong? hanno capito, inconsciamente, qual è il limite degli arpeggi reiterativi. Appena si è sul punto di sentire il forte tanfo della noia sembrano leggerti nel pensiero virando verso un’aperta melodia, la sezione ritmica cambia passo e spezza quel loop pericoloso che sfocerebbe nel solito ammorbante de-javu (”Collateral”). Ottima la cangiante, e beatlesiana, “Haven’t Got Your Luck” che trova nei martellanti accordi del piano una soluzione inaspettata, simile a “Big Surprise” dei Motorpsycho. Ben fatto ragazzi.
Articolo del
28/06/2010 -
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