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Le Mosche Da Bar
Alla Canna Del Gas
2010
Ansaldi records
di
Ivan Nossa
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Nel 2008 a Bologna il batterista Cristiano “Rock” Merini riunisce quattro musicisti d’esperienza, e con tanta voglia di suonare e fare baccano divertendosi. Nascono così “Le Mosche Da Bar” con Gus Ramone, King Freak e Trebbo. L’obiettivo è proporre rock, vecchia maniera, senza orpelli, dove si suda e ci si diverte, dove l’entusiasmo non manca mai e la grinta sembra essere la bandiera del gruppo. Il bar è sicuramente il luogo dove meglio li possiamo immaginare ascoltandoli, pub un po’ fumosi, birrerie dai tavoli in legno e con la gente pronta a battere i piedi al primo riff di chitarra. Dope essersi fatti le ossa suonando live soprattutto nell’area di Bologna presentano ora il loro primo album “Alla Canna Del Gas” e dobbiamo riconoscere che in quanto ad originalità ed ironia dei nomi sono bravi. Un cd formato da 12 brani tutti scritti dai componenti del gruppo. Come si inizia l’ascolto ci sovvengono sonorità classiche dell’hard rock, quello da strada o se vogliamo da cantina. Ascoltando tutto il cd ritroviamo qualche accenno al punk rock (”Sogni d’Oro”, ”Stai con me”) e al rock più tipicamente italiano, ma prevalenti sono le influenze AC/DC (”Non Pensare Che”), Guns N’ Roses (”Mai Due Volte”) e anche qualche pizzico di Red Hot Chili Peppers. Difficile segnalare qualche canzone in particolare perché il disco scorre senza picchi, trascinato da basso e chitarra potenti, a volte anche dando la sensazione di improvvisazione e live. Malgrado la gran voglia di fare musica che traspare da questi pezzi dobbiamo comunque sottolineare che il disco non rimane, anzi a volte fa storcere il naso. La voce a volte sembra non all’altezza di un genere così potente e le composizioni non spiccano certo per originalità. Sicuramente il livello di registrazione e mixaggio influiscono sul giudizio, un suono chiuso, forse voluto, che fa sembrare il cd un demo registrato tra una birra e un panino più che un album finito da presentare al mercato. Fatto per la voglia di divertirsi di un gruppo di amici con tanta energia, cosa assolutamente apprezzabile, più che per farsi ascoltare e apprezzare dal pubblico che oggi è abituato, anche nel campo della musica indipendente, a produzioni e suoni tecnicamente di alto livello.
Articolo del
04/07/2010 -
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