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Trans VZ
Progress / Regress
2010
To Lose La Track
di
Giuseppe Celano
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Quattro dischi su dieci arrivati in redazione sono indie-punk. Sembra una cazzo di fottuta invasione degli ultracorp(unk)i, e la cosa sembra destinata a non esaurirsi in fretta. I Trans VZ sono un piacevole misto fra post-punk e new wave, spaziano in territori americani e hanno urgenza di comunicare il loro messaggio.
Come lo fanno? Ficcandoci dentro una melodia stramba che va a controbilanciare la struttura abbastanza nervosa dei brani. Chitarre a nervi scoperti, batteria secca e urla, sono un trittico niente male e molto efficace. In giro dal 2004 la band ha fatto molti concerti rodando il proprio materiale mentre con il tempo si sono trasformati da duo indie-folk ad un trio più aggressivo. Due Ep, del 2006 e 2007, li lanciano verso l‘incontro con Luca Benni e dopo un cambio di line-up la formazione si assesta per concretizzare alcune idee, Progress/Regress è il risultato di questo periodo di gestazione. Trenta minuti di puro distillato post-punk, a modo loro, Regress. Ma la band ha anche un occhio puntato il lato ballabile costringendovi a muovere il culo (”Trance VZ”). Il cantato è sghembo e calante, ama la melodia inattesa e soprattutto fuorviante (Old Mountain Man).
Potete prendere o lasciare, decidere se dargli una chance o no, comunque vada questo disco deve essere ascoltato con orecchie ben attente, altrimenti credo, con certezza quasi matematica, che diventerà parte integrante del vostro nulla, in poche parole finirà nel dimenticatoio in fretta.
Articolo del
16/07/2010 -
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